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Pubblicato in Scenari il 29 Novembre2016

Il testo Unico del vino è legge. Lo raccontavamo in questo articolo. Con l'approvazione alla Commissione Agricoltura della Camera il provvedimento, che racchiude in soli 90 articoli tutta la disciplina di riferimento per la produzione e la commercializzazione del vino (si stima oltre 4mila pagine di leggi e provvedimenti) dopo due anni di lavoro è finalmente realtà. 

Ma gli addetti ai lavori che ne pensano? Abbiamo sentito alcuni di loro.


(Matilde Poggi)

“Tutto sommato siamo soddisfatti – dice Matilde Poggi, presidente della Fivi, la federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti – Nel Testo abbiamo ritrovato l’inserimento del registro unico dei controlli e la possibilità della diffida per chi non si mette in regola con le quote dei consorzi, che sono due cose che avevamo chiesto noi. Dispiace che non sia stato previsto l’articolo sulla parità di genere nei consorzi, ma attendiamo di leggere gli atti delegati per capire se ci saranno delle migliorie. La burocrazia del mondo del vino è un carico spropositato per le aziende. Credo che lo snellimento burocratico sia fondamentale, soprattutto per le piccole aziende. Intanto, però, facciamo un plauso per l’approvazione del Testo”.


(Riccardo Ricci Curbastro)

“Bravi, bene bis”, dice scherzando Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, che poi torna subito serio: “Siamo contenti – dice il presidente – Ovviamente ci sarà da lavorare per i decreti applicativi, soprattutto dal punto di vista burocratico. Ma credo che ci siano delle cose veramente interessanti. Tra queste, per esempio, penso al fatto che le fascette potranno essere stampate dalle tipografie autorizzate e non più solo dai Monopoli di Stato. Certo la burocrazia viene vissuta male da noi produttori, ma credo che, per certi versi, sia necessaria. Bisogna trovare un modo per non renderla fastidiosa, diciamo così”.


(Sandro Boscaini)

“Mi piace sottolineare l’incipit di questa nuova legge – dice Sandro Boscaini, presidente di Federvini – Finalmente il nostro mondo, quello del vino, viene riconosciuto come un patrimonio culturale del nostro Paese. Per questo bisogna davvero fare un plauso al legislatore. L’approvazione del Testo è una grande conquista per il mondo del vino e segna la fine di un percorso lungo e travagliato. Ma si sa che attorno a questo Testo ruotano tantissimi attori spesso troppo diversi tra loro. E quindi non era facile mettere tutti d’accordo. Certo il tema della semplificazione è caro a tutti. Ora mi auguro che la messa in atto di questo Testo possa avvenire con celerità, magari mettendo a punto alcune cose non definite nella legge quadro. Se ci pensiamo bene, questa è una norma che potrebbe valere almeno per le prossime due generazioni. Per questo mi piace l’idea che il legislatore sia riuscito ad ancorarla ad una dichiarazione di principio così importante”. 


(Michele Fino)

“Diciamo che su alcune cose si trasferisce in una norma organica quanto la Fivi aveva da sempre portato avanti – dice Michele Fino docente di scienze gastronomiche all’università di Pollenzo ed esponente della Fivi – penso alla diffida piuttosto che alla sanzione, così come le modifiche dei disciplinari, oppure la possibilità di mettere maggiori informazioni in etichetta. Ma, mi pare, che ancora si tratti di un Testo che rappresenta una sorta di collage di regole precedenti. Ci sono alcune cose che non sono state “disboscate”, per usare un termine simpatico, e rimangono i crucci dei vignaioli, tipo il registro delle ispezioni e dei controlli”. La Fivi, proprio su questo punto, aveva presentato un’istanza al Ministero già nel 2011: “Il rischio – spiega Fino – è di avere tanti controlli fatti da tanti enti diversi. E se questo non è un problema per le grandi aziende, che sono strutturate per sopportare simili controlli, a volte hanno anche uffici e personale dedicato, per i piccoli produttori non è così facile. Insomma si potevano pensare delle cose diverse. Dico una cosa: se il Testo Unico è segno di cambiamento ci piace molto; se, invece, viene considerato un punto di arrivo, beh, allora non siamo contenti. Quando le norme sono uguali per tutti, in un certo qual modo favoriscono i grandi. Mi auguro però, che ad un Nuovo Testo Unico del Vino, corrisponda anche un nuovo atteggiamento degli uffici ammnistrativi che fanno i controlli”. 


(Marco Alessandro Bani)

"Siamo soddisfatti dell'approvazione di una legge che attendevamo da anni che permetterà alle nostre aziende di concentrarsi di più sui propri prodotti, sulla loro qualità e commercializzazione, piuttosto che perdere tempi infiniti a causa di una burocrazia che non era più sostenibile – dice Marco Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti - Oggi più che mai il nostro settore ha bisogno di semplificazione e negli ultimi anni, a causa di complicati e spesso incomprensibili regolamenti e dispositivi, il rischio di incorrere in sanzioni era decisamente elevato. Con un testo unico che di fatto riorganizza l'intera normativa sul vino, sarà più facile per i nostri produttori e agricoltori orientarsi ed evitare di commettere errori”.

G.V.

 

 

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