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Pubblicato in Scenari il 11 Novembre 2011
di Redazione

Massima allerta per la tutela della qualità del vino siciliano. A notificarla l’Assessore all’Agricoltura in Sicilia Elio D’Antrassi (nella foto) durante la conferenza sulla campagna vitivinicola 2011 tenutasi oggi all’Assessorato di viale Regione Siciliana a Palermo.

Con il calo della quantità di uva registrato nell’ultima vendemmia, circa il 30% in meno rispetto all’anno precedente, il rischio di sofisticazione o aggiunta di mosti provenienti da fuori c’è. L’attivazione di un regime di controlli a tutto campo in Sicilia e fuori, dove va a finire la maggior parte del vino per esser imbottigliato, è stata chiesta dal presidente della Coldiretti Sicilia Alessandro Chiarelli e dal presidente regionale della Cia Sicilia Carmelo Gurreri, entrambi intervenuti all’incontro. Il Made in Sicily potrebbe essere compromesso.

“Sono 13 mila ettari in meno vendemmiati, bisogna stare attenti alle dichiarazioni di produzione, a quanto viene dichiarato in uscita. Purtroppo capita a tutte le latitudini che ci sono masse critiche che arrivano da ogni parte del mondo e che poi vanno imbottigliate sotto grandi marchi. Si sa come è la storia. Siamo di fronte al gioco delle tre carte”, denuncia Chiarelli. La lievitazione dei prezzi dell’uva rilevato durante la vendemmia, nell’ordine del + 25-30%, per alcuni produttori renderebbe quindi appetibile la sofisticazione, lo fa presente Gurrieri che manifesta anche l’urgenza di rivolgere le ispezioni fuori dalla Sicilia. “Penso che altrove vi sarebbe maggior rischio di sofisticazione del vino siciliano, sull’Isola ci sarebbero complici”.

Rassicura sulla rigidità dei controlli il direttore dell'ufficio periferico della repressione frodi di Palermo, Antonio Raimondo. “Il rischio quando la produzione è in meno si presenta ma nulla toglie che siamo in massima allerta. Stiamo facendo i controlli nel campo vitivinicolo. Tutto procede per il meglio, se qualcuno decidesse di frodare sarebbe bloccato sul nascere”. Le forze in campo dell’Istituto comunque, al momento, non avrebbero riscontrato nessun caso di devianza in Sicilia come oltre lo stretto. “Con le doc le verifiche si estendono a tutta la filiera anche nelle zone geografiche periferiche. Niente rimane scoperto o non controllato”, di nuovo rassicura.


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