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Pubblicato in Scenari il 27 Marzo2013

Uno sguardo all’export del vino Usa che registra una perdita significativa di quote in Europa.

E’ lo scenario dipinto dai nuovi dati rilasciati dal Wine Institute relativi al 2012. Anche se c’è stata qualche perdita, l’ultimo anno è stato per gli Usa proficuo. Il trend delle esportazioni è in crescita e soprattutto nel valore, è aumentato il prezzo medio di vendita dell’8% (3,4 dollari al litro). Emerge però un’evoluzione nelle rotte storiche seguite dalle cantine statunitensi e l’affacciarsi di nuovi sbocchi. A guidare il comparto è sempre la California, che da sola fa il  90% del fatturato delle esportazioni. Il vicino Canada sembra essere diventato il mercato di riferimento con il 30% dell’import (sempre in valore),  mentre nel Vecchio Continente il vino Made in Usa è cresciuto solo in Germania (+6%), in Inghilterra (+6%), e in Svezia che sembra apprezzare le etichette d’oltreoceano, lì l'export è aumento del 14%.

Non sono andate bene le cose nell’altra parte del mondo, almeno in Cina, dove si è registrato un forte decremento ad Hong Kong e nelle altre città, il valore è sceso da 225 milioni di dollari a 188 milioni. Certo non compensa questo crollo, ma la risposta di nuovi mercati è stata accolta dagli Usa come una possibile valida alternativa, anche se ancora in via di consolidamento. In Vietnam l’export ha toccato i 27 milioni di dollari, e in Corea del Sud 16 milioni. Particolarmente promettente il mercato di Taiwan, il valore è salito a11 milioni di dollari. Per quanto riguarda i volumi, rimane l’Europa il primo mercato per gli Usa, assorbendo il 54% dell’esportazione. 

Fonte: I numeri del vino

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