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Vinitaly 2019

Ora è realtà: nasce la Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori

11 Aprile 2019
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Al Vinitaly è avvenuta la firma dell'atto costitutivo della Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, fino ad oggi riconosciuta come Coordinamento nazionale. 

Assume quindi forma giuridica, con la costituzione ufficiale e il proprio statuto, l’organismo nato nel 2017 con un duplice obiettivo: unire le forze e fare rete per diventare un autorevole interlocutore delle istituzioni nella definizione della disciplina dell’enoturismo e quindi contribuire alla crescita e al consolidamento del turismo rurale, enogastronomico e culturale in Italia. L’atto formale, è un passaggio fondamentale per dare forza all’attività del sodalizio presieduto da Paolo Morbidoni, presidente della Strada del Vino e dell’Olio dell’Umbria. Infatti, dopo un anno di consolidamento, il nuovo soggetto potrà sviluppare appieno la propria attività sul territorio nazionale, con la possibilità dunque di partecipare, tra le altre cose, a bandi e mettere a punto progetti comuni sul tema dell’enoturismo.

“Siamo felici di sostenere questo percorso – ha dichiarato il Sottosegretario Alessandra Pesce, che ha portato i saluti del Ministro Gian Marco Centinaio – poiché il mondo delle Strade del Vino rappresenta perfettamente la capacità di coniugare la promozione dei prodotti a quella del territorio. Una visione in linea con quella assunta dal nostro Governo, che ha voluto estendere le competenze del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali al Turismo, con la consapevolezza che il corretto connubio tra queste realtà abbia grandi potenzialità”. 

Il presidente di Città del Vino Floriano Zambon intervenendo all’incontro a Vinitaly, si è complimentato con la neonata Federazione che guarda giustamente con grande attenzione ad un settore che in meno di 10 anni è cresciuto in maniera importante passando da 3,5 milioni e mezzo di enoturisti agli attuali 14 milioni, per 2,5 miliardi di euro di giro d’affari. Numeri che – ha sottolineato – vanno “governati” sia da un punto di vista normativo che gestionale. “Alla fine degli anni ’80 del novecento il vino, i formaggi e tanti altri prodotti agroalimentari, grazie alle visioni di Carlin Petrini, sono usciti dal ghetto – ha dichiarato Walter Massa, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori dei Colli Tortonesi e rappresentante del Nord ovest nella Federazione – Chiunque dovrebbe aver capito ormai che non è la pubblicità sui media che governa la cultura del cibo, dell’ambiente e della biodiversità. Oggi abbiamo il dovere di ridare visibilità a territori bellissimi che per mille motivi sono rimasti fuori dai giri che contano, puntando sull’esclusività e sulla riconoscibilità delle nostre produzioni, attivando collaborazioni virtuose fra pubblico e privato, in una visione condivisa che valorizzi la nostra identità e il nostro made in Italy.”

La firma dell’atto costitutivo, che giunge a due mesi dalla decisione di eleggere a propria sede operativa la Fondazione Fico di Bologna, ufficializzata alla presenza di Luciano Nieto, Capo Segreteria Tecnica del Mipaaft, sottolinea la volontà della Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell'Olio e dei Sapori di riaffermarsi e farsi riconoscere come interlocutore delle istituzioni. “Siamo partiti a fine 2017 con il sostegno di 23 Strade e in un solo anno e mezzo siamo cresciuti costantemente fino a raggiungere le attuali 80, che rappresentano il 90% delle realtà effettivamente operative presenti sul territorio nazionale – dichiara Paolo Morbidoni, Presidente della Federazione – . Nella nostra compagine attuale, quindi, riuniamo alcuni tra i soggetti più importanti e strutturati di un panorama italiano quanto mai ricco e diversificato. Si pensi che un'analisi basata su un campione pari al 61% di quelle aderenti – prosegue il Presidente – ha evidenziato numeri di tutto rispetto: vi si trovano, infatti, oltre 1.000 aziende vitivinicole, più di 500 ristoranti, 450 strutture ricettive, 320 agriturismi e altre importanti realtà sia pubbliche che private. Senza contare i 147 prodotti tipici Doc, Docg, Dop, Igp e i migliaia di Pat promossi, suddivisi tra Vino (34%), Olio (10%) e le numerose altre eccellenze del territorio (56%)”.

C.d.G.