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Vini e territori

Terrazze dell’Etna, il vino, la sfida, i progetti. “Qui perché è il posto migliore della Sicilia”

28 Maggio 2019
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L’azienda dell’ingegnere Nino Bevilacqua affidata ora alla figlia Alessia. “Ma le decisioni in vigna le prende ancora papà”.  Avanti tutta sulle bollicine, ma non solo. I nostri assaggi


(Alessia Bevilacqua)

di Francesca Landolina e Federico Latteri, Randazzo (Ct)

L’anima di una famiglia che ha scommesso nel vino. A Randazzo, in contrada Bocca d’Orzo, sull’Etna, nel versante Nord, da 11 anni la famiglia Bevilacqua, a dispetto del cognome, sta puntando moltissimo su quanto di buono può produrre l’uva coltivata tra sciare e suoli vulcanici all’ombra del vulcano più alto d’Europa. 

Tutto nasce dalla passione dell’ingegnere palermitano Nino Bevilacqua, ma è la figlia Alessia, a cui oggi sono affidate le sorti dell’azienda il cui nome è un chiaro riferimento al territorio e alla sua morfologia: Terrazze dell’Etna. La produzione è di 150 mila bottiglie per 11 etichette, tra le quali c’è il Cirneco, prodotto di punta della cantina che nasce da uve di Nerello Mascalese, da vecchie viti ad alberello da 70 anni a più di 100 d’età, alcune prefillossera. Terrazze dell’Etna si avvale anche di una consulenza di prim’ordine come quella di Riccardo Cotarella, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni. Oggi l’azienda si caratterizza soprattutto per la produzione di bollicine. Novità è il Cinniri, il primo Doc bianco prodotto dalla famiglia Bevilacqua, in commercio da settembre.

“Sono in azienda in modo più operativo dal 2014, oggi seguo tutto il commerciale. Mio padre ha indossato i panni dell’agronomo, anche se è un ingegnere, è lui che prende ogni decisione in vigna – racconta Alessia – Abbiamo scelto l’Etna perché è il territorio più vocato, secondo noi, in Sicilia. Oggi Terrazze dell’Etna è una cantina conosciuta soprattutto per gli spumanti. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio; basta visitare la nostra cantina per vedere che per metà è destinata alla spumantizzazione. Una scelta forse azzardata inizialmente, ma oggi vincente per noi”. La cantina vende per il 60 per cento in Italia e per il 40 per cento all’estero ma l’obiettivo è aumentare la produzione, non oltre le 200 mila bottiglie, da distribuire per metà sul mercato nazionale e per metà su quello estero. Siamo stati in cantina e abbiamo assaggiato alcuni vini.

Ecco i nostri appunti di degustazione:

Rosè Brut 2015
Da uve Pinot Nero 90% e Nerello Mascalese 10%. Metodo Classico che affina sui lieviti per almeno 36 mesi. Presenta un colore rosato con riflessi ramati e un perlage abbastanza fine e persistente. Ha un naso intenso con profumi di piccoli frutti e tenui sentori di petali di rosa. Il sorso è fresco, sapido e lungo. Ottima la bevibilità.

Rosè Brut 50 mesi 2012
Da uve Pinot Nero 90% e Nerello Mascalese 10%. Metodo Classico che affina sui lieviti per 50 mesi. Il colore è rosato con riflessi aranciati. Eleganza, linearità, equilibrio, morbidezza, complessità e una spuma cremosa e fine caratterizzano questo rosè prodotto in tiratura molto limitata. Nel panorama siciliano ed etneo di questa tipologia alza – e non di poco – l’asticella. Buonissimo.

Ciuri 2017
Da uve Nerello Mascalese vinificate in bianco. È un vino con una storia particolare nato dall'esigenza di avere un bianco, ma anche dalla volontà di ottenerlo dai vigneti di proprietà, senza acquistare uve. È delicato al naso con pera, un cenno floreale e una nota agrumata. Al palato mostra buona acidità, corrispondenza con l'olfatto e un finale sapido.

Doc Etna Rosso Carusu 2015
Da uve Nerello Mascalese 80% e Nerello Cappuccio 20%. Matura per 6 mesi in tonneau e poi affina in bottiglia per oltre un anno. Ha un naso di buona intensità con profumi di frutta rossa, spezie e una nota lavica. In bocca è fresco, lungo e provvisto di tannini ben presenti, ma levigati.

Pinot Nero 2012
Le uve provengono da vigneti situati ad altitudini comprese tra 750 e 950 metri sul livello del mare. Viene maturato in tonneau per 8 mesi e poi affinato in bottiglia per almeno 3 anni. È ricco e variegato al naso con fragoline, confettura di amarena, una nota floreale e sentori speziati. Il sorso è completo e persistente con tannini fini e vellutati.

Cratere 2012
Da uve Nerello Mascalese 80% e Petit Verdot 20%. Matura in legno per 6 mesi e poi affina in bottiglia per un lungo periodo. Profumi di piccoli frutti, sottobosco, caramello, caffè e cacao precedono un palato morbido con tannini robusti e discreta persistenza.

Doc Etna Rosso Cirneco 2011
Da uve Nerello Mascalese. Maturato 12 mesi in tonneau e, successivamente, affinato in bottiglia per almeno tre anni. Si presenta elegante ed ampio al naso con profumi di piccoli frutti, spezie, una punta di goudron e sentori ferrosi. Il sorso è pieno, incisivo e lungo. Robusti i tannini.