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Pubblicato in Diario goloso il 23 Marzo2016

Continua il nostro tour alla scoperta dell'arte culinaria giapponese. La nostra Claudia Santoro ha trascorso una settimana nella terra del Sol Levante. La scorsa volta ci ha presentato alcuni piatti tradizionali (leggi qui). Oggi parleremo di uno dei piatti simbolo del Giappone. Che non è solo il sushi...

di Claudia Santoro

Quando si parla di gastronomia giapponese, detta washoku, in Italia si pensa subito al sushi.

Tuttavia, visitando il Giappone si possono degustare svariati piatti ancor più caratteristici e diffusi tra cui alcuni che segnano le più antiche tradizioni popolari.

A Tokushima nell'isola di Shikoku, la più piccola tra le quattro principali dell'arcipelago nipponico, uno dei piatti più diffusi è il soba, un tipo di noodles o lunghe tagliatelle ricavate impastando a mano farina di grano saraceno e acqua.

Nella zona dello Iya, nella prefettura di Tokushima, la coltivazione del grano saraceno è praticata dal 700, mentre la tecnica di lavorazione risale al 1600. La loro forma allungata è simbolo di lunga vita. Nella valle, dall'estasiante panorama, si trova la casa di Mr. Minami Toshiharu, costruita più di duecento anni fa nel tradizionale villaggio di Ochiai, situato a 250 metri di altezza con una estensione di 32 mila ettari circa e con circa 90 anime. Nella sua fattoria è possibile imparare a preparare Soba e gustare dell'ottimo pesce giapponese cotto sulla pietra con pasta di soia.

Mr Minami-san coltiva soba, riso e vegetali e con i suoi workshop insegna ai turisti a preparare il soba. A pochi metri dalla sua abitazione, accoglie turisti in una tradizionale dimora giapponese dove, immersi in un paesaggio naturale nella zona dello Iya, nella prefettura di Tokushima, possono ammirare la reale e ancor viva identità tradizionale giapponese tra splendidi paesaggi ed effettuare escursioni in barca lungo il fiume Yoshinogawa, dalle particolari pareti rocciose con forme di animali, o sul suggestivo ponte sospeso, il Kazurabashi, lungo 45 metri e largo 2, costruito a 14 metri di altezza intrecciando liane di una pianta autoctona, l'acinidia arguta, anticamente usato come sistema di collegamento nella valle dello Iya e oggi, ricostruito sette volte per manutenzione come da tradizione giapponese. Suggestivo anche di notte, illuminato, con la cascata limitrofa e il cielo pieno di stelle.

Nella valle dello Iya si trova anche il Nanoiado Hotel Iya Onsen, in tradizionale stile giapponese, con vasche termali all'aperto di cui è possibile usufruire anche senza pernottamento, sebbene dormire almeno una notte sul futòn, sia una esperienza da provare per assaporare in pieno l'identità culturale del luogo.

Ricetta Soba (7 persone)

  • 300 g di farina di grano saraceno
  • 1 uovo
  • 116 cc acqua

Impastare il composto e stendere, quindi tagliare in listarelle di 2 millimetri. Bollire per 2-3 minuti in acqua bollente, e raffreddare in acqua gelida. Servire in zuppa di miso, brodo a base di fagioli fermentati, con cipolla verde e chili, oppure con un dashi, brodo di pesce.

Solitamente sono serviti sullo zaru, un graticcio di bambù, e al momento di consumarli si versa in una coppetta chiamata choko un intingolo contenuto dentro il tokkuri, una bottiglia in terracotta, quindi si aggiungono cipolletta tagliata sottile e wasabi. Successivamente, si immergono le estremità dei soba nell’intingolo e senza quasi masticarli si deglutiscono.

 

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