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Pubblicato in Cosa bevo il 06 Febbraio2014

Centocinquant’anni di storia, sei generazioni di imprenditori, un’azienda artigianale che ha portato il suo marchio in giro per il mondo: è la storia della cioccolateria Bonajuto di Modica, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia e una delle più antiche d’Italia. Storia raccontata da Giovanni Criscione (giornalista, ricercatore cultore di Storia contemporanea) nel libro “La dolceria Bonajuto. Storia della cioccolateria più antica di Sicilia”, edito da Kalos.

Un percorso attraverso immagini, documenti d’archivio, storie d’azienda e fatti privati di una famiglia che da metà Ottocento ad oggi ha trasformato l’artigianato di qualità in un marchio apprezzato e simbolo del made in Sicily.


Pierpaolo e Franco Ruta

A muovere i primi passi fu Francesco Ignazio Bonajuto, figlio di un notaio, che, nei primi decenni dell’Ottocento, decise di dedicarsi al commercio, prima come aromatario, poi sorbettiere, poi commerciante della neve (il ghiaccio allora utilizzato per produrre gelati e sorbetti). Nell’aromateria la lavorazione delle fave di cacao era una tradizione, nel 1854 nella bottega Bonajuto c’era già un frantoio per la frantumazione delle fave di cacao. È l’inizio di una storia. A Francesco Ignazio subentrò il figlio Federico, che consolidò l’azienda concentrando i propri interessi nella produzione del cioccolato, settore in forte espansione a quell’epoca. La terza generazione è rappresentata da Francesco, “padre” di quella barretta artigianale che ottenne la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Roma nei primi del Novecento. Alla sua morte l’azienda passò a Carmelo Ruta, apprendista nel laboratorio della dolceria, oggi al timone sono il figlio Franco e il nipote Pierpaolo, quinta e sesta generazione di imprenditori. Il libro non è soltanto la storia di un’azienda e della cioccolata di Modica tanto amata da Sciascia (come ricorda nella post-fazione Marcella Smocovich), è anche una puntuale ricostruzione storico-sociale e il film dell’economia siciliana e della sua evoluzione, come sottolinea Giuseppe Barone nella prefazione, fino allo sviluppo del distretto del cioccolato modicano. Prezzo: 28 euro. Numero di pagine: 158.

Stefania Giuffrè

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