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Pubblicato in Cosa bevo il 06 Luglio2020

di Michele Pizzillo

Debutta un po' in sordina la bella novità della franciacortina Cantina Mirabella di Rodengo Saiano.

E, cioè, il Pinot bianco Brut Nature che fa di una delle aziende storiche della Franciacorta il portabandiera di questo vitigno che è fra i protagonisti della viticoltura del territorio, poi abbandonato un po' da tutti per lasciare spazio a Chardonnay e Pinot nero. La famiglia Schiavi, originaria dell’Oltrepò Pavese, che quattro decenni addietro ha creato questa bella cantina, ha sempre creduto nel Pinot bianco tant’è che Alessandro Schiavi - con il padre Teresio e il fratello Alberto porta avanti l’azienda -, dice che “noi non l’abbiamo mai tradito, convinti della sua unicità, del suo carattere elegante e distintivo; l’abbiamo accudito in vigna con pazienza e amore e adesso è arrivato il momento di proporlo in purezza, perché è l’uva in grado di far “parlare” il nostro terroir grazie alla sua sottile e costante personalità”. E, quindi, se non ci fosse stato il pandemonio del Dovid-19, che ha costretto la cantina Mirabella ad annullare l’aperitivo che aveva organizzato presso il ristorante milanese Pont de Fer per il debutto del nuovo prodotto, la novità avrebbe avuto tutt’altro richiamo. Invece è tutto sottotono, tant’è vero che è cominciata da qualche settimana la consegna a ristoranti ed enoteche, delle prime confezioni di Pinot bianco, senza alcuna presentazione ufficiale per evitare assembramenti. Peccato perché sono bollicine che meritano di essere omaggiate pubblicamente. Di Pinot Bianco Brut Nature, nell’interpretazione di Mirabella, sono (erano, è il caso di sottolinearlo) disponibili solo 4.000 bottiglie che sicuramente aumenteranno nel corso degli anni. Tant’è vero che “abbiamo messo a dimora due nuovi ettari di pinot bianco e pinot nero - dice Alessandro, che di Mirabella è l’enologo -. Così, la cantina di Rodengo Saiano, rafforza la sua posizione di azienda leader in vigneti a Pinot bianco, visto che ne possiede più di 10 ettari sugli 88 ettari censiti in Franciacorta che corrispondono al 2,9% dell’intera superficie vitata.

C’è, però, qualcosa di simpaticamente curioso attorno al Pinot bianco. La prima uscita è stata legata alla preparazione del cofanetto celebrativo del compleanno dell’azienda; il debutto ufficiale, invece, avviane in un nuovo esclusivo packaging in formato piatto, concepito per aprire la strada a tutte le future confezioni dell’Azienda, con un minor impiego di carta data l’assenza della fustella. Dobbiamo sottolineare che la raccolta delle uve avviene a mano per selezionare i grappoli perfettamente maturi e sani, che sono i primi ad essere raccolti per la maturazione precoce del vitigno. Per la vinificazione si procede con una pigiatura soffice e una prima fermentazione con lievito selezionato a una temperatura controllata di 16-18°, in vasche di cemento. L’affinamento è di almeno 24 mesi sui lieviti in bottiglia e 3 mesi dopo la sboccatura. Si ottiene, così, un vino dal profile sensoriale che Alessandro Schiavi descrive come “frutta bianca sopra una nuvola di talco, dove si rincorrono petali di biancospino. La morbidezza di un tiepido Pan di Spagna che in bocca gioca con granelli di sale”.

In Franciacorta si coltivano 88 ettari di pinot bianco che corrispondono al 2,9% dell’intera superficie vitata. Di questi, Mirabella possiede il 10% dei terreni, attestandosi come una delle prime realtà per la coltivazione del vitigno nell’area. Una nicchia produttiva che costituisce una rappresentanza identitaria del territorio, nonostante il Pinot Bianco in purezza non rientri nel disciplinare del Franciacorta. Mirabella, comunque, percorre con sempre maggiore decisione la strada del pinot, con la volontà di rafforzare il legame con le origini: alla fine degli anni ‘60, infatti, la denominazione si chiamava Pinot di Franciacorta doc, ottenuto da uve pinot bianco con la possibilità di aggiunte di pinot grigio e pinot nero. Con i nuovi due ettari di vigneto a pinot bianco e pinot nero, Mirabella vuole portare a termine il progetto di lancio sul mercato – probabilmente prima della conclusione dell’estate - di due nuovi vini fermi, un Pinot Bianco e un Pinot Nero in purezza, caratterizzati da freschezza, immediatezza e tipicità. D'altronde l’annata 2019 ha segnato grandi performance dei pinot, tanto che la cantina ha deciso di millesimarli i suoi due nuovi Franciacorta. E, quindi, di novità ne vedremo parecchie.

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