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COSA BEVO

Che buono il rosso
d'alta quota

Si dice che il termine Sfursat derivi dalle uve “sforzate” dall’appassimento, ma osservando la morfologia della Valtellina sarei più propenso a riferirlo ai viticoltori, veri e propri “sforzati” che, grazie a un sapiente terrazzamento, riescono a coltivare ogni centimetro quadrato di questo impervio territorio, dove regna incontrastato il Nebbiolo (qui chiamato Chiavennasca).
Il Fruttaio Ca’ Rizzieri è il vino di punta della Aldo Rainoldi s.r.l., ottima azienda di Chiuro (SO) dove l’omonima famiglia produce sin dal 1925 l’intera gamma dei vini valtellinesi, ed è uno Sfursat di stile moderno, senza spigoli, forse un po’ lontano dalla tradizione ma sicuramente di più facile approccio per il consumatore. Di un colore rosso granato intenso e allo stesso tempo limpido e brillante, sviluppa al naso un ampio ventaglio di profumi che spaziano da quelli, derivanti dalla permanenza sui graticci, di prugna e ciliegia sotto spirito, uva passita e cacao a quelli di nocciola tostata, pepe nero, tabacco, rosa appassita e caffè; in bocca è austero, caldo e armonico, quasi vellutato, con un’imponente struttura tannica che fa passare in secondo piano il pur elevato tenore alcolico e con un chiaro richiamo in deglutizione alla dolcezza del frutto e alle note speziate.
Un vino possente, da abbinare a formaggi stagionati, primo tra tutti il locale Bitto, alla lepre e al capriolo in salmì e in genere a stracotti e brasati, ma che può essere sorseggiato anche a fine pasto come vino da meditazione. Si trova in enoteca a circa 28 euro.

Gaspare Mazzara

COSA BEVO

Che buono il rosso
d'alta quota

Si dice che il termine Sfursat derivi dalle uve “sforzate” dall’appassimento, ma osservando la morfologia della Valtellina sarei più propenso a riferirlo ai viticoltori, veri e propri “sforzati” che, grazie a un sapiente terrazzamento, riescono a coltivare ogni centimetro quadrato di questo impervio territorio, dove regna incontrastato il Nebbiolo (qui chiamato Chiavennasca).
Il Fruttaio Ca’ Rizzieri è il vino di punta della Aldo Rainoldi s.r.l., ottima azienda di Chiuro (SO) dove l’omonima famiglia produce sin dal 1925 l’intera gamma dei vini valtellinesi, ed è uno Sfursat di stile moderno, senza spigoli, forse un po’ lontano dalla tradizione ma sicuramente di più facile approccio per il consumatore. Di un colore rosso granato intenso e allo stesso tempo limpido e brillante, sviluppa al naso un ampio ventaglio di profumi che spaziano da quelli, derivanti dalla permanenza sui graticci, di prugna e ciliegia sotto spirito, uva passita e cacao a quelli di nocciola tostata, pepe nero, tabacco, rosa appassita e caffè; in bocca è austero, caldo e armonico, quasi vellutato, con un’imponente struttura tannica che fa passare in secondo piano il pur elevato tenore alcolico e con un chiaro richiamo in deglutizione alla dolcezza del frutto e alle note speziate.
Un vino possente, da abbinare a formaggi stagionati, primo tra tutti il locale Bitto, alla lepre e al capriolo in salmì e in genere a stracotti e brasati, ma che può essere sorseggiato anche a fine pasto come vino da meditazione. Si trova in enoteca a circa 28 euro.

Gaspare Mazzara

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