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Pubblicato in Cosa bevo
di Emanuele Di Bella

    COSA BEVO

Dalle vallate del Monte Bianco

un vitigno autoctono tutto da scoprire

etichetta_c_b.jpgDalle vallate del monte Bianco in Valle d’Aosta e più precisamente dai Comuni di Quart e Saint Christophe, in un territorio definito a “viticoltura eroica”, arriva un vino proveniente da un vitigno autoctono da sempre snobbato, il “Fumin”.
A pensare bene di rivalutare questo vitigno di razza, che si utilizzava spesso per   tagli con vini più deboli di struttura, rendendolo più elegante e più consono al gusto moderno, l’Azienda dei cinque  Fratelli Grosjan, estesa attualmente sette ettari, composta di numerosi appezzamenti tutti rigorosamente a terrazzamenti,  dislocati in vari posti impervi, nei vigneti di Tzeriat, Rovetta, Creton, Touren a Quart,  e Tzantè de Bagnère, Merletta e Castello di Pleod a Saint Christophe.
L’Azienda che dal 1969,  imbottiglia vini di cultivar diverse, dai tradizionali Petit Rouge, Gamay, Pinot Noir e la Petite Arvine,  agli autoctoni Fumin, Cornalin, Premetta e Vuillermin, dal 1975 adotta un sua filosofia di coltivazione mettendo al bando trattamenti  insetticidi, acaricidi e  utilizzando soltanto concimazioni organiche. Il vino in questione proviene da uve Fumin al 100% , da terreni sciolti di origine morenica con esposizione a sud a 600 metri s.l.m. allevati a guyot tradizionale con 7 mila piante per ettaro.
Le uve vengono vinificate in tini di legno, con 3 follature al giorno,  senza rimontagli e successivamente viene  affinamento in tini di legno e barriques.
Il Fumin, si presenta alla vista, di un bel colore porpora intenso, con archetti abbastanza stretti e persistenti. Al naso molto ampio, si denotano lievi sentori di spezie e note di frutti di bosco e nel finale odori terziari  molto gradevoli. Al palato abbastanza caldo ed asciutto, si avverte  un buon equilibrio fra la componente tannica e acidica, con conseguente piacevole freschezza gustativa.
Al retro olfatto sentori leggermente amarognoli e speziati. Vino molto longevo, si adatta ad un lungo affinamento in bottiglia.
La temperatura di servizio ideale attorno ai  18 °C. Ottimo in abbinamento, con selvaggina e formaggi stagionati. In enoteca, il costo si aggira  attorno ai  12.00  euro.


Gianni Giardina

    COSA BEVO

Dalle vallate del Monte Bianco

un vitigno autoctono tutto da scoprire

etichetta_c_b.jpgDalle vallate del monte Bianco in Valle d’Aosta e più precisamente dai Comuni di Quart e Saint Christophe, in un territorio definito a “viticoltura eroica”, arriva un vino proveniente da un vitigno autoctono da sempre snobbato, il “Fumin”.
A pensare bene di rivalutare questo vitigno di razza, che si utilizzava spesso per   tagli con vini più deboli di struttura, rendendolo più elegante e più consono al gusto moderno, l’Azienda dei cinque  Fratelli Grosjan, estesa attualmente sette ettari, composta di numerosi appezzamenti tutti rigorosamente a terrazzamenti,  dislocati in vari posti impervi, nei vigneti di Tzeriat, Rovetta, Creton, Touren a Quart,  e Tzantè de Bagnère, Merletta e Castello di Pleod a Saint Christophe.
L’Azienda che dal 1969,  imbottiglia vini di cultivar diverse, dai tradizionali Petit Rouge, Gamay, Pinot Noir e la Petite Arvine,  agli autoctoni Fumin, Cornalin, Premetta e Vuillermin, dal 1975 adotta un sua filosofia di coltivazione mettendo al bando trattamenti  insetticidi, acaricidi e  utilizzando soltanto concimazioni organiche. Il vino in questione proviene da uve Fumin al 100% , da terreni sciolti di origine morenica con esposizione a sud a 600 metri s.l.m. allevati a guyot tradizionale con 7 mila piante per ettaro.
Le uve vengono vinificate in tini di legno, con 3 follature al giorno,  senza rimontagli e successivamente viene  affinamento in tini di legno e barriques.
Il Fumin, si presenta alla vista, di un bel colore porpora intenso, con archetti abbastanza stretti e persistenti. Al naso molto ampio, si denotano lievi sentori di spezie e note di frutti di bosco e nel finale odori terziari  molto gradevoli. Al palato abbastanza caldo ed asciutto, si avverte  un buon equilibrio fra la componente tannica e acidica, con conseguente piacevole freschezza gustativa.
Al retro olfatto sentori leggermente amarognoli e speziati. Vino molto longevo, si adatta ad un lungo affinamento in bottiglia.
La temperatura di servizio ideale attorno ai  18 °C. Ottimo in abbinamento, con selvaggina e formaggi stagionati. In enoteca, il costo si aggira  attorno ai  12.00  euro.


Gianni Giardina


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