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Pubblicato in Cosa bevo il 25 Marzo 2020
di Giorgio Vaiana

di Andrea Camaschella

Il birrificio campione d’Italia (miglior birrificio d’Italia a Birra dell’Anno) non poteva mancare in questo elenco e allora eccomi a raccontarvi di Ritual Lab.

Passione, amicizia, famiglia e competenza, tanta competenza, sono alla base di questo progetto. Giovanni Faenza e Edoardo Ribeca aprono il birrificio nel 2015, la famiglia Faenza con il papà Roberto (Bob) e l’altro figlio, Valerio, appoggiano in pieno. Giovanni lancia le birre consolidate in anni di produzioni e sperimentazioni casalinghe in un crescendo di successi. Miglior birraio emergente italiano per il 2017, secondo posto assoluto (tra i senior insomma) nel 2018 e nel 2019 e a febbraio appunto Birrificio dell’Anno grazie a 3 ori a Birra dell’Anno 2020. I concorsi possono anche essere criticati (il concorso perfetto non esiste),ma basta assaggiare le birre di Ritual, ovunque le si trovino, e fare una chiacchierata con Giovanni per capire che non sono una meteora, che non produce birre da concorso. Ritual è una realtà consolidata, in crescita, con un birraio, Giovanni, eclettico e preparatissimo. Papà Bob ha tirato su i figli incoraggiandoli ad andare in fondo alle loro passioni, questo è il risultato: puntano all’eccellenza, spostando sempre più in là il traguardo, senza perdere il fuoco della passione stessa.

La prima birra di Ritual fu una Pils, e in molti iniziammo a parlare dell’anima tedesca di Giovanni, poi ci stupì con i luppoli, e si cominciò a dire che era ispirato dalla scuola nordamericana. Poi la frutta e l’acidità…  Giovanni in birrificio fa - e bene, approfondendo, studiando prima, senza lasciare nulla al caso - qualsiasi cosa gli piaccia, da birre fantastiche per la loro semplicità a birre complesse, passando per birre luppolate. E’ eclettico e se lo può permettere. La fama di Ritual travalica i confini del Lazio in breve tempo e poi quelli nazionali. La birra di cui voglio raccontarvi è figlia di una collaborazione con due birrifici svedesi, strettamente collegati tra di loro: Stigbergets e O/O, tra gli antesignani in Europa a produrre le ultime digradazione delle American Ipa, le Neipa, New England India Pale Ale, nate nel Vermont e sviluppatesi in quell’area nel nord est degli Stati Uniti. Non è la tipologia di birre che amo di più perché nella maggior parte dei casi sono grezze, difficili da bere, eccessive per stile,d’accordo ma… ecco metti insieme 3 birrifici e 3 birrai che hanno un’idea di cosa sia una birra ed ecco che, anche in questo caso, una Neipa è appunto una birra e non un succo di frutta. La birra in questione è la Freya (il nome di una delle divinità nordiche, grosso modo la dea della seduzione e dell’amore carnale).

L’aspetto opalescente, quasi torbido, il colore dorato con riflessi aranciati, la schiuma tendente al bianco, a grana media, rientrano nei canoni stilistici. La generosità nell’uso dei luppoli, da aroma, è evidente. Resine, agrumi, in particolare pompelmo, arancio, mandarino, e frutta tropicale come mango e papaya, stuzzicano arroganti il nostro olfatto. Il corpo è evidente, pieno, la frizzantezza l’alleggerisce e al tempo stesso esalta la freschezza degli aromi, il sapore dolce scompare rapidamente in un crescendo di amaro. La bevuta è quella di una Double Ip, solo che gli aromi e il corpo sono più importanti ma non frenano. Intrigante e convincente. Avessi un terrazzo la proverei volentieri durante un barbecue... In alternativa proverei una Super Lemon Ale (normale o Double).

Per procurarsi questa e magari qualche altra creazione (date un occhio al sito) basta mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o oppure chiamare il numero 351 2423785 (insistete un po’… forse via mail è più semplice) di Valerio, il fratello di Giovanni, che si occuperà di spiegarvi tutto e di spedirvi poi le birre refrigerate.

Freya
Birrificio: Ritual Lab
grado alcolico: 8,0%
Stile: Double Neipa

Ritual Lab
Via del Praticello alto, 5/7 - Formello (Roma)
T. 351 5525554
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1 - Signorina Silvani di Ofelia 

2 - Hauria di Croce di Malto

3 - James Blonde di Birra 120 

4 - Slurp di Soralamà

5 - Spaceman di BrewFist

6 - Nonsidro di Cantin Errante 


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