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Pubblicato in Cosa bevo il 27 Marzo2020

di Andrea Camaschella

La Sardegna, terra fertile e ostile, selvaggia e ospitale, con panorami mozzafiato di terra e di mare, vanta una tradizione - e dei consumi - che non hanno eguali nel panorama brassicolo italiano.

A contribuire a questa aurea sono sicuramente il birrificio Barley e il suo mastro ingegnere (sarebbe anche il birraio), Nicola Perra. Nicola ingegnere lo è per studi ed esami, vero, ma soprattutto ci è nato: lui è ingegnere dentro. Vederlo lavorare spiega al meglio questo concetto: pulizia, precisione, tecnica e controllo assoluti, sono il suo pane quotidiano; il birrificio sembra sempre sul punto di essere inaugurato e mai utilizzato. Bevendo quello che produce, una birra per l’altra, si apprezzano sì la perfezione tecnica e la pulizia però sono subito evidenti il carattere, la personalità, la creatività. Ecco perché ho definito il suo metodo, in un articolo che uscirà sul prossimo numero di Birra Nostra, “ingegneria emozionale”. Un ossimoro che cela il segreto dell’unicità di ogni referenza a marchio Barley, ancor più le BB, la linea delle birre che danzano sulle sponde del vino, prodotte con sapa o mosto, in cui tecnica e creatività sono necessarie (e forse non sufficienti) a spiegare ogni sorso.

Eleganza ed emozione, genio e sregolatezza. Quale birra scegliere? Difficilissimo, in questo momento le vorrei tutte, alcune da lasciare invecchiare in cantina, perché il tempo con loro è magnanimo, anzi alleato. Altre perché la giornata è calda e serve rinfrescarsi, altre perché appena il sole sparisce la temperatura cala e serve scaldarsi o altre perché è ora di mangiare e a tavola sono eclettiche. Insomma, c’è sempre una (o più) Birra Barley per quel dato momento. Allora inutile tergiversare e vado a stappare una Sella del Diavolo, una delle primissime birre uscita nel lontano 2006, quando Nicola e il suo Isidoro Mascia fondarono il birrificio. Si tratta di una Bière de Garde, stile che all’epoca era ben poco praticato, e si presenta di un luminoso color ambra, con riflessi arancione, sormontata da una schiuma beige chiaro, fine e persistente. I profumi evidenziano le note di caramello, tostato, fruttato, spezie: un bouquet che danza su sentori di prugna, amarena, biscotto, pepe, erbe e un lieve fumé, caldo e avvolgente. Così come avvolge il palato con la sua dolcezza ben contenuta dalla secchezza. Nel retrogusto permane piacevolmente con sentori vinosi e fruttati e ancora tostati. Il bilanciamento, da manuale, gli ingredienti perfettamente amalgamati, ne fanno un campione dello stile, talvolta imitata ma mai raggiunta. Birra che spesso sottovaluto, nella gamma di Barley, in favore di altre creazioni più accattivanti e che, quando mi capita nel bicchiere, mi sgrida amorevolmente al primo assaggio e poi mi coccola fino all’ultimo sorso.

Spesso sento persone che si lamentano perché non trovano le birre di Barley al pub e, considerato che questo birrificio non confeziona in fusto, in effetti è difficile per chi ha tante spine gestire le bottiglie, Barley o non Barley. Non ci sono più scuse, questa è l’occasione per avere le birre di Barley a casa! E per farlo basta mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. chiedendo info e costi.

Birra: Sella del Diavolo
Birrificio: Barley
grado alcolico: 6,5%
Stile: Bière de Garde

Birrificio Barley
zona P.I.P. - LOTTO N.62 B, Località Is Tramatzus
Maracalagonis (CA)
S.P. 15 a 0,5 KM. dalla S.S. 125
(nel caso, fate prima a chiedere a un passante, a Maracalagonis chiunque conosce Barley)
Tel: 070-789496
http://www.barley.it/

1 - Signorina Silvani di Ofelia 

2 - Hauria di Croce di Malto

3 - James Blonde di Birra 120 

4 - Slurp di Soralamà

5 - Spaceman di BrewFist

6 - Nonsidro di Cantin Errante 

7 - Freya di Ritual Lab

8 -Tifeo di Epica 

 

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