Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Cosa bevo

Finche c’è ‘A Vita c’è speranza

14 Settembre 2010
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COSA BEVO

La cantina di Laura e Francesco De Franco e due splendide versioni di Cirò Doc. La scommessa, la passione, l’amore per il gaglioppo

Finche c’è ‘A Vita
c’è speranza

Ne siamo certi: questa volta c’entra l’esogamia. Ovvero quella che gli studiosi chiamano l’unione tra due persone che non sono dello stesso luogo. Perché donne e buoi dei paesi tuoi è solo un logoro luogo comune. C’entra l’esogamia. C’entra la storia d’amore. Sì, c’entra perché senza Laura, friulana, che per amore si è spinta verso la fine dello stivale, in Calabria, a Cirò Marina, Francesco De Franco, vigneron di questa zona vocata per il vino che è il Cirotano, non avrebbe fatto quello che ha fatto.
Scommettere sulle sue campagne, produrre vino da vigneron, creare una cantina (’A Vita il nome) affrontare il mercato. Scommessa che oggi si manifesta in due bottiglie, due etichette, due Cirò molto buoni, tra i migliori in circolazione: territorio, piacevolezza, eleganza. C’è tutto questo nel Cirò Doc rosso classico superiore, annata ’08, il prodotto che più sorprende. Profumi delicati e intriganti, in bocca dispiega tutta la sua complessità e piacevolezza, la sua persistenza e l’eleganza. Un grande vino. Di cui al momento sconosciamo anche la sua evoluzione. E praticamente il primo anno di produzione. L’uva di questo vino è coltivata in una collina argillosa e assolata, un vigneto ad alberello che dà poco ma l’uva è di alta qualità. Appena 10 mila bottiglie a una fascia di prezzo, in enoteca, tra i 12 e i 15 euro. Quasi introvabile ma lo sforzo sarà ripagato.
E poi Francesco e Laura adesso sono venuti fuori con un’altra etichetta, un altro Cirò Doc Rosso classico, anche questa annata ’08, che in etichetta riporta la sigla F36 P27. Stessa fascia di prezzo, un po’ più rustico del primo, da gentiluomo di campagna che indossa la giacca di tweed. Ma anche questo è da assaggiare. Anche qui niente barrique, solo acciaio, interventi dell’uomo ridotti al minimo. E non è finita perché Francesco tirerà fuori un’altra etichetta da un altro vigneto. Anche questo un Cirò e lo aspettiamo con un pizzico di curiosità, con l’attesa di chi immagina che Francesco possa poi sfoderare un tris d’assi. Merito del Gaglioppo. E di queste ottime bottiglie. Finche c’è ’A Vita c’è speranza.

F. C.