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Pubblicato in Cosa bevo il 06 Settembre 2007
di Emanuele Di Bella

    COSA BEVO

Lagrein 2004 Franz Haas,

un rosso di successo

lagrein.jpgCi risiamo. Eccomi di nuovo a parlare di un prodotto altoatesino, un rosso stavolta. Chissà, può anche darsi che – per dirla con un termine caro ad Andrea Camilleri – mi sono “amminchiato” con questo territorio, ma è innegabile che da lì provengano quasi sempre vini ben fatti e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il lagrein, tra l’altro, presenta delle note caratteristiche che ne fanno una tipica espressione della regione da cui deriva e che gli hanno permesso, grazie proprio alla sua diversità, di sconfiggere l’armata rossa dei vitigni bordolesi, generosamente impiantati in Alto Adige negli anni ’90 con risultati non troppo lusinghieri. Se poi si tratta di un vino della Cantina di Franz Haas a Montagna (Bz), che vanta quasi 130 anni di esperienza e tradizione, si può essere sicuri di avere speso bene i propri soldi.
Ha un colore rosso intenso con unghia violacea e al naso fa subito intuire una spiccata personalità, con profumi molto netti di more, marasca e lamponi, con il caratteristico aroma di viola e con note speziate di pepe nero e chiodi di garofano; in bocca entra prepotente con evidenti ricordi piccanti di pepe, ma si fa subito morbido e caldo, con tannini ben presenti e persistenti in buon equilibrio con le altre componenti gustative.
Se tralasciamo il naturale e facile abbinamento a carni rosse alla griglia e a formaggi stagionati, è una bevanda perfetta con un bel piatto di speck e pane nero, ma io l’ho provato con successo – scusate l’azzardo – con il baccalà fritto alla romana. Costa circa 13 euro.


Gaspare Mazzara

    COSA BEVO

Lagrein 2004 Franz Haas,

un rosso di successo

lagrein.jpgCi risiamo. Eccomi di nuovo a parlare di un prodotto altoatesino, un rosso stavolta. Chissà, può anche darsi che – per dirla con un termine caro ad Andrea Camilleri – mi sono “amminchiato” con questo territorio, ma è innegabile che da lì provengano quasi sempre vini ben fatti e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il lagrein, tra l’altro, presenta delle note caratteristiche che ne fanno una tipica espressione della regione da cui deriva e che gli hanno permesso, grazie proprio alla sua diversità, di sconfiggere l’armata rossa dei vitigni bordolesi, generosamente impiantati in Alto Adige negli anni ’90 con risultati non troppo lusinghieri. Se poi si tratta di un vino della Cantina di Franz Haas a Montagna (Bz), che vanta quasi 130 anni di esperienza e tradizione, si può essere sicuri di avere speso bene i propri soldi.
Ha un colore rosso intenso con unghia violacea e al naso fa subito intuire una spiccata personalità, con profumi molto netti di more, marasca e lamponi, con il caratteristico aroma di viola e con note speziate di pepe nero e chiodi di garofano; in bocca entra prepotente con evidenti ricordi piccanti di pepe, ma si fa subito morbido e caldo, con tannini ben presenti e persistenti in buon equilibrio con le altre componenti gustative.
Se tralasciamo il naturale e facile abbinamento a carni rosse alla griglia e a formaggi stagionati, è una bevanda perfetta con un bel piatto di speck e pane nero, ma io l’ho provato con successo – scusate l’azzardo – con il baccalà fritto alla romana. Costa circa 13 euro.


Gaspare Mazzara


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