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Pubblicato in Cosa bevo il 07 Gennaio 2009
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COSA BEVO

Maravita, Perricone in purezza
che è anche un soprannome

Maravita, è un soprannome. Ma pure un gioco di parole che può evocare tante definizioni come «vita amara». E così via. Con questo spirito Nino Piazza che è il presidente della Castellucci Miano di Valledolmo, piccola azienda emergente (da tenere assolutamente d’occhio, aggiungiamo noi) sforna una nuova etichetta, un rosso. Per l’appunto Maravita, annata 2006, un sorprendente Perricone in purezza che nasce dalle alte colline attorno a Valledolmo, in provincia di Palermo. Il Perricone, varietà autoctona siciliana, non è facile da domare, come quei giovani-adulti, un po’ bamboccioni. Eppure grazie a Tonino Guzzo, enologo dell’azienda, questo rosso è davvero interessante. Guzzo usa un accorgimento: prima di essere vinificate le uve appassiscono in fruttaia per un mese. La concetrazione così è garantita. È un rosso da 15 gradi dove però la forza alcolica non si avverte. Un campione di leggerezza e fraganza. Con profumi che spaziano dalle fragoline di bosco alla liquirizia appena accennata. E al palato persistenza ed eleganza. Quattromila bottiglie in tutto. Non sarà facile trovarlo. In enoteca costa sui 25 euro.
 

F. C.
 

COSA BEVO

Maravita, Perricone in purezza
che è anche un soprannome

Maravita, è un soprannome. Ma pure un gioco di parole che può evocare tante definizioni come «vita amara». E così via. Con questo spirito Nino Piazza che è il presidente della Castellucci Miano di Valledolmo, piccola azienda emergente (da tenere assolutamente d’occhio, aggiungiamo noi) sforna una nuova etichetta, un rosso. Per l’appunto Maravita, annata 2006, un sorprendente Perricone in purezza che nasce dalle alte colline attorno a Valledolmo, in provincia di Palermo. Il Perricone, varietà autoctona siciliana, non è facile da domare, come quei giovani-adulti, un po’ bamboccioni. Eppure grazie a Tonino Guzzo, enologo dell’azienda, questo rosso è davvero interessante. Guzzo usa un accorgimento: prima di essere vinificate le uve appassiscono in fruttaia per un mese. La concetrazione così è garantita. È un rosso da 15 gradi dove però la forza alcolica non si avverte. Un campione di leggerezza e fraganza. Con profumi che spaziano dalle fragoline di bosco alla liquirizia appena accennata. E al palato persistenza ed eleganza. Quattromila bottiglie in tutto. Non sarà facile trovarlo. In enoteca costa sui 25 euro.
 

F. C.
 


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