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Pubblicato in Cosa bevo il 27 Maggio 2010
di Redazione

COSA BEVO

L'Adenzia '08 di Baglio del Cristo: un bianco che ricorda certe tipologie d'Oltralpe grazie alle sensazioni di pietra focaia e a una spiccata mineralità

Profumi francesi

Ci sono vini che piacciono e vini che scolpiscono dentro la nostra memoria olfattiva uno spazio indelebile. Non è necessario che siano grandiosi. Basta che piacciano molto e che colpiscano per un loro aspetto, a volte un dettaglio, per farli diventare memorabili.
 Giuro che memorabile è stato l'assaggio poche settimane fa di un vino di un'azienda che giorno dopo giorno si sta ritagliando una presenza crescente nel panorama enologico siciliano. Il vino è l'Adenzia '08, uno Chardonnay con un piccolo saldo di Grillo; l'azienda è Baglio del Cristo di Campobello di Licata. Siamo rimasti colpiti intanto dai profumi: non esagero se dico che le sensazioni di pietra focaia venivano fuori in modo convincente, immediate, e già questo non è poco; in bocca poi la sapidità e la mineralità facevano il resto. Bella beva, si dice così talvolta, piacevolezza diretta e coinvolgente. Un bel prodotto che ci ha stupito anche per l'evoluzione. E che ci ha ricordato - senza tema di esagerare - certi bianchi francesi, quegli Chablis longevi e minerali, una delle icone del vino d'Oltralpe. I Bonetta che gestiscono l'azienda, giustamente, fanno evidenziare quando si parla di questo vino (e anche degli altri) il ruolo della terra che è quella che svolge un ruolo determinante nei risultati finali di un vino. Parole sante. E forse l'evoluzione non è finita e se qualcuno ha la bontà di aspettare potrebbe cogliere ancora risultati più sorprendenti.  L'Adenzia '08 è uscito in 55 mila esemplari, costa in enoteca meno di dieci euro e tra un paio di mesi dovrebbe uscire l'annata '09. Sorsi siculi di stile francese.  

F. C.

COSA BEVO

L'Adenzia '08 di Baglio del Cristo: un bianco che ricorda certe tipologie d'Oltralpe grazie alle sensazioni di pietra focaia e a una spiccata mineralità

Profumi francesi

Ci sono vini che piacciono e vini che scolpiscono dentro la nostra memoria olfattiva uno spazio indelebile. Non è necessario che siano grandiosi. Basta che piacciano molto e che colpiscano per un loro aspetto, a volte un dettaglio, per farli diventare memorabili.
 Giuro che memorabile è stato l'assaggio poche settimane fa di un vino di un'azienda che giorno dopo giorno si sta ritagliando una presenza crescente nel panorama enologico siciliano. Il vino è l'Adenzia '08, uno Chardonnay con un piccolo saldo di Grillo; l'azienda è Baglio del Cristo di Campobello di Licata. Siamo rimasti colpiti intanto dai profumi: non esagero se dico che le sensazioni di pietra focaia venivano fuori in modo convincente, immediate, e già questo non è poco; in bocca poi la sapidità e la mineralità facevano il resto. Bella beva, si dice così talvolta, piacevolezza diretta e coinvolgente. Un bel prodotto che ci ha stupito anche per l'evoluzione. E che ci ha ricordato - senza tema di esagerare - certi bianchi francesi, quegli Chablis longevi e minerali, una delle icone del vino d'Oltralpe. I Bonetta che gestiscono l'azienda, giustamente, fanno evidenziare quando si parla di questo vino (e anche degli altri) il ruolo della terra che è quella che svolge un ruolo determinante nei risultati finali di un vino. Parole sante. E forse l'evoluzione non è finita e se qualcuno ha la bontà di aspettare potrebbe cogliere ancora risultati più sorprendenti.  L'Adenzia '08 è uscito in 55 mila esemplari, costa in enoteca meno di dieci euro e tra un paio di mesi dovrebbe uscire l'annata '09. Sorsi siculi di stile francese.  

F. C.


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