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Pubblicato in Cosa bevo il 10 Maggio 2007
di Emanuele Di Bella
    COSA BEVO

Un barolo che unisce tradizione e modernità

barolocasavecchia.jpgIl barolo rappresenta la migliore espressione dell’uva nebbiolo ed è forse la denominazione italiana che gode di maggior prestigio nel mondo. Dal tipico terreno di marna e calcare, ricco di ferro, magnesio e manganese deriva un vino di enorme potenza e ricchezza e di grande longevità.
L’Azienda agricola Casavecchia Marco di Diano d’Alba (Cuneo), piccolo vignaiolo delle Langhe, produce dal suo vigneto a Piantà, frazione di Castiglione Faletto (Cn), l’omonimo barolo coniugando tradizione e modernità. Il vino infatti invecchia prevalentemente in botti di rovere francese da 2.500 litri, ma a secondo delle vendemmie si utilizzano anche tonneaux da 500 litri; ne scaturisce un prodotto più rotondo e fruttato, da bere subito ma anche da lasciare invecchiare in bottiglia per alcuni anni.
Si presenta di un colore rosso rubino carico tendente al granato, con archetti piccoli e persistenti che preannunciano il caldo tenore alcolico; il bouquet, ampio e complesso, si apre con profumi di lampone e ciliegie sotto spirito e prosegue con i caratteristici sentori di rosa e viola appassite e con aromi di prugna e di vaniglia. Il gusto è pieno, con frutto abbondante e tannini vellutati e morbidi che miglioreranno ancora con qualche anno di bottiglia, sorretto da un’acidità nervosa ma allo stesso tempo in equilibrio con le altre componenti.
Come tutti i grandi rossi si sposa con piatti importanti di carni rosse e selvaggina da pelo e con formaggi stagionati. In enoteca costa circa 28 euro.

Gaspare Mazzara
    COSA BEVO

Un barolo che unisce tradizione e modernità

barolocasavecchia.jpgIl barolo rappresenta la migliore espressione dell’uva nebbiolo ed è forse la denominazione italiana che gode di maggior prestigio nel mondo. Dal tipico terreno di marna e calcare, ricco di ferro, magnesio e manganese deriva un vino di enorme potenza e ricchezza e di grande longevità.
L’Azienda agricola Casavecchia Marco di Diano d’Alba (Cuneo), piccolo vignaiolo delle Langhe, produce dal suo vigneto a Piantà, frazione di Castiglione Faletto (Cn), l’omonimo barolo coniugando tradizione e modernità. Il vino infatti invecchia prevalentemente in botti di rovere francese da 2.500 litri, ma a secondo delle vendemmie si utilizzano anche tonneaux da 500 litri; ne scaturisce un prodotto più rotondo e fruttato, da bere subito ma anche da lasciare invecchiare in bottiglia per alcuni anni.
Si presenta di un colore rosso rubino carico tendente al granato, con archetti piccoli e persistenti che preannunciano il caldo tenore alcolico; il bouquet, ampio e complesso, si apre con profumi di lampone e ciliegie sotto spirito e prosegue con i caratteristici sentori di rosa e viola appassite e con aromi di prugna e di vaniglia. Il gusto è pieno, con frutto abbondante e tannini vellutati e morbidi che miglioreranno ancora con qualche anno di bottiglia, sorretto da un’acidità nervosa ma allo stesso tempo in equilibrio con le altre componenti.
Come tutti i grandi rossi si sposa con piatti importanti di carni rosse e selvaggina da pelo e con formaggi stagionati. In enoteca costa circa 28 euro.

Gaspare Mazzara

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