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Pubblicato in Cosa bevo il 13 Giugno 2007
di Emanuele Di Bella
    COSA BEVO

 

Un bordolese senza svenarsi: che bontà

chateaudepez.jpgSaint-Estèphe è uno dei quattro comuni che costituiscono il cuore del Médoc ed è famoso per gli eccellenti vini classificati Crus Bourgeois, che costano notevolmente meno dei più blasonati Crus Classés ma cha a volte li superano per finezza e struttura.
Tra gli Chateau che spiccano in questa classificazione vi è lo Chateau de Pez, che dal 1995 appartiene alla famosa Maison Champagnes Louis Roederer e che produce un vino dal tipico taglio bordolese della “riva sinistra”, con prevalenza cioè di cabernet, ma la cui percentuale di merlot può variare a secondo delle annate (come ad esempio in questo 2004, dove è abbastanza alta).
Il vino in esame ha un colore rosso rubino cupo e intenso e produce nel bicchiere archetti fitti e stretti che ne fanno intuire le grandi potenzialità di invecchiamento; all’olfatto si presenta con prevalenti aromi di ribes e altri piccoli frutti neri, di prugna, di violetta, con sentori di rovere tostato, di tabacco, di spezie e di cioccolato, tutti armoniosamente fusi nell’ampio bouquet; in bocca evidenzia una grande struttura, un corpo robusto e tannico non ancora pienamente maturo. Da lasciare invecchiare per qualche anno ancora.
In enoteca costa circa 30 euro e li vale fino all’ultimo centesimo; lo berrei volentieri con uno dei miei piatti preferiti: la lepre al cacao.

Gaspare Mazzara
 
    COSA BEVO

 

Un bordolese senza svenarsi: che bontà

chateaudepez.jpgSaint-Estèphe è uno dei quattro comuni che costituiscono il cuore del Médoc ed è famoso per gli eccellenti vini classificati Crus Bourgeois, che costano notevolmente meno dei più blasonati Crus Classés ma cha a volte li superano per finezza e struttura.
Tra gli Chateau che spiccano in questa classificazione vi è lo Chateau de Pez, che dal 1995 appartiene alla famosa Maison Champagnes Louis Roederer e che produce un vino dal tipico taglio bordolese della “riva sinistra”, con prevalenza cioè di cabernet, ma la cui percentuale di merlot può variare a secondo delle annate (come ad esempio in questo 2004, dove è abbastanza alta).
Il vino in esame ha un colore rosso rubino cupo e intenso e produce nel bicchiere archetti fitti e stretti che ne fanno intuire le grandi potenzialità di invecchiamento; all’olfatto si presenta con prevalenti aromi di ribes e altri piccoli frutti neri, di prugna, di violetta, con sentori di rovere tostato, di tabacco, di spezie e di cioccolato, tutti armoniosamente fusi nell’ampio bouquet; in bocca evidenzia una grande struttura, un corpo robusto e tannico non ancora pienamente maturo. Da lasciare invecchiare per qualche anno ancora.
In enoteca costa circa 30 euro e li vale fino all’ultimo centesimo; lo berrei volentieri con uno dei miei piatti preferiti: la lepre al cacao.

Gaspare Mazzara
 

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