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COSA BEVO

Un vino senza tempo

Tre ettari di Trebbiano sono il cuore di un progetto senza scadenza di Manfredi e Francesco Guccione, un progetto finalmente portato all'attenzione e piacere del pubblico. Il Perpetuo di Cerasa, privo di annata proprio perché 'perpetuo' ottenuto miscelando infinite annate consecutive, riprende un’antichissima tradizione isolana di produzione di vino e praticamente scomparsa. Cerasa, invece, è il nome della contrada, il toponimo.
I grappoli di trebbiano, vendemmiati al massimo del picco di maturazione, sono posti su reti e graticci ad appassire per qualche giorno senza però ricevere il sole direttamente perché riparati da tettoie in canna. A causa dell’appassimento, della buona maturazione (notevole quantità di zuccheri delle uve), e dopo la pigiatura e la fermentazione, il grado alcolico del vino raggiunge naturalmente quasi i 17°. Cinque le barrique riservate a questo progetto di vino: dopo aver fatto unica massa in vasca, si "spillano" 200 litri circa, sostanzialmente 1/5 del totale (da cui si ricaveranno 400 mezze bottiglie da 0,500 lt), che sono subito ricostituiti con vino fresco dell’ultima annata. E così via, anno dopo anno in ciclo perpetuo.
L’idea del recupero di questa abitudine di famiglia, secondo una pratica molto diffusa in tutto il comprensorio limitrofo - siamo nel territorio di Monreale (PA) - oggi quasi scomparsa, nasce con il rifacimento della cantina nel 2005.
Il vino è giallo ambrato/rame con riflessi oro. Limpido nonostante non filtrato. Elegante e misurato al naso, libera profumi di bucce di limone verdello, pan d’arancio, biscotti alle mandorle, datteri, mallo di noce e ginger. In bocca è netto, pulito, secco. Snello nonostante una quota alcolica non indifferente. La sensazione di avvolgente calore tarda qualche secondo, forse a causa della buona acidità, rimanendo poi sobria ed equilibrata. Le caratteristiche note ossidative sono assai lievi ed in armonia. Un vino fine e di classe.

Sulla bellissima etichetta si legge:

Perpetuo di Cerasa
"Nella nostra famiglia alle case di Cerasa si è sempre offerto agli ospiti questo "Perpetuo" che è il frutto di una colmatura annuale delle botti di varie annate precedenti con il vino nuovo. Ottenendo così un vino da meditazione ottimo soprattutto con i dolci di mandorle".

Consiglio: da assaggiare fresco come vino da aperitivo, o anche con timballi di verdure e formaggio.

Francesco Pensovecchio

COSA BEVO

Un vino senza tempo

Tre ettari di Trebbiano sono il cuore di un progetto senza scadenza di Manfredi e Francesco Guccione, un progetto finalmente portato all'attenzione e piacere del pubblico. Il Perpetuo di Cerasa, privo di annata proprio perché 'perpetuo' ottenuto miscelando infinite annate consecutive, riprende un’antichissima tradizione isolana di produzione di vino e praticamente scomparsa. Cerasa, invece, è il nome della contrada, il toponimo.
I grappoli di trebbiano, vendemmiati al massimo del picco di maturazione, sono posti su reti e graticci ad appassire per qualche giorno senza però ricevere il sole direttamente perché riparati da tettoie in canna. A causa dell’appassimento, della buona maturazione (notevole quantità di zuccheri delle uve), e dopo la pigiatura e la fermentazione, il grado alcolico del vino raggiunge naturalmente quasi i 17°. Cinque le barrique riservate a questo progetto di vino: dopo aver fatto unica massa in vasca, si "spillano" 200 litri circa, sostanzialmente 1/5 del totale (da cui si ricaveranno 400 mezze bottiglie da 0,500 lt), che sono subito ricostituiti con vino fresco dell’ultima annata. E così via, anno dopo anno in ciclo perpetuo.
L’idea del recupero di questa abitudine di famiglia, secondo una pratica molto diffusa in tutto il comprensorio limitrofo - siamo nel territorio di Monreale (PA) - oggi quasi scomparsa, nasce con il rifacimento della cantina nel 2005.
Il vino è giallo ambrato/rame con riflessi oro. Limpido nonostante non filtrato. Elegante e misurato al naso, libera profumi di bucce di limone verdello, pan d’arancio, biscotti alle mandorle, datteri, mallo di noce e ginger. In bocca è netto, pulito, secco. Snello nonostante una quota alcolica non indifferente. La sensazione di avvolgente calore tarda qualche secondo, forse a causa della buona acidità, rimanendo poi sobria ed equilibrata. Le caratteristiche note ossidative sono assai lievi ed in armonia. Un vino fine e di classe.

Sulla bellissima etichetta si legge:

Perpetuo di Cerasa
"Nella nostra famiglia alle case di Cerasa si è sempre offerto agli ospiti questo "Perpetuo" che è il frutto di una colmatura annuale delle botti di varie annate precedenti con il vino nuovo. Ottenendo così un vino da meditazione ottimo soprattutto con i dolci di mandorle".

Consiglio: da assaggiare fresco come vino da aperitivo, o anche con timballi di verdure e formaggio.

Francesco Pensovecchio

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