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Lo studio sui vigneti italiani: presentate le mappe genetiche di 51 vitigni “nostrani”

24 Novembre 2015
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Verrà presentato domani a Vicenza alle ore 18, presso la Biblioteca internazionale La Vigna, un volume straordinario che raccoglie i principali risultati di un progetto di ricerca sui principali vitigni da vino italiani.

Edito da Grafiche FG col titolo “Vitigni Italiani – Loro caratterizzazione e valorizzazione”, il lavoro è stato finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e riferisce un’indagine svolta da un gruppo di ricercatori coordinati da Luigi Bavaresco, attualmente docente di viticoltura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e già Direttore del Cra- Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano.

“Da un punto di vista pratico – spiega Bavaresco – questo progetto ha consentito di stilare un vero e proprio passaporto genetico dei principali vitigni autoctoni italiani, al fine di difendere e valorizzare il patrimonio viticolo nazionale che è alla base del successo commerciale dei nostri vini. Inoltre ci ha fornito preziose informazioni per indirizzare nel modo più opportuno la tecnica enologica ed esaltare al massimo le peculiarità organolettiche dei diversi vitigni, dando ai vini ottenuti una sempre più spiccata connotazione. Infine i dati ora in possesso alla comunità scientifica permetteranno di rendere sempre più sostenibile la coltivazione della vite da ogni punto di vista”.

Risparmio idrico, sostenibilità dei trattamenti, ottimizzazione del consumo del territorio, sono solo alcuni degli aspetti sui quali si potrà agire grazie ai risultati di questa indagine, che per la prima volta al mondo esamina il risequenziamento del Dna di un numero cospicuo di vitigni di origine italiana.
La trattazione viene condotta in maniera semplice e – nonostante qualche indispensabile espressione tecnica – con un linguaggio divulgativo volto ad accompagnare il lettore in un affascinante viaggio nel mondo del vino.
Interessanti anche le tabelle relative all’evoluzione del vigneto Italia e delle modifiche subite dalle superfici nei decenni dal 1970 al 2010. 
Ulteriore valore aggiunto, la presenza di una ricca sezione di scatti d’autore (Francesco Galifi) non strettamente legati al testo ma evocativi di quanto un territorio vitato possa esprimere emozioni e vera bellezza (non a caso l’Unesco attribuisce ad alcuni territori particolarmente vitati il titolo di 'patrimonio dell’umanità’).

Oltre ad un’introduzione storica che sintetizza efficacemente le principali tappe evolutive della viti-vinicoltura italiana, il volume presenta le schede descrittive dei 51 vitigni oggetto di indagine corredate dai dati emersi da studi particolari quali: il risequenziamento del Dna, lo studio dell’espressione genica (trascrittomina) e della regolazione genica, lo studio della composizione chimica fine dell’uva (metabolomica); lo studio della interazione genotipo-ambiente.
Lo studio riportato nel volume presenta quindi le seguenti peculiarità:

Una sorta di carta di identità dei 51 vitigni italiani, con foto originali del grappolo e della figlia, dati sulla distribuzione geografica in Italia, sulla loro futura importanza (sulla base della produzione di barbatelle innestate), una chiave per il loro riconoscimento e l’indicazione dei composti chimici salienti dell’uva alla raccolta per orientarne in maniera mirata la vinificazione; 

La “Prima mondiale” del risequenziamento del Dna, un vero e proprio passaporto genetico di un numero cospicuo di vitigni. In altre parole si è decifrato l’alfabeto della vita di questi vitigni, scritto in un composto chimico (il Dna, presente in ogni cellula dell’organismo) che rappresenta la fonte originaria e primaria dei caratteri. Questo permetterà, al di là degli studi sull’origine dei vitigni e loro grado di parentela, di migliorarne aspetti qualitativi, resistenza a malattie, adattamento al cambio climatico in programmi di miglioramento genetico (ottenimento di nuovi vitigni);

Comprensione di come l’informazione genetica presente nel Dna si esprime nella fisiologia e morfologia della pianta vera e propria. In altre parole come, dove e quando i geni (che sono pezzetti di Dna) intervengono nel programmare la vita della pianta intera; questo permetterà di gestire in modo mirato le tecniche colturali in vigneto, sulla base di indici genetici; 

Descrizione – in tre zone rappresentative del nostro paese –  di come l’ambiente di coltivazione (il terroir) influenzi il gusto del vino a parità di vitigno, rendendo ragione del sistema normativo relativo alle Denominazioni di Origine;

L’approccio interdisciplinare allo studio dei vitigni con metodi innovativi e di alta tecnologia, frutto di competenze specifiche che pongono l’Italia ai vertici mondiali sul fronte scientifico.

Complessivamente, al gruppo di lavoro hanno partecipato 51 professionisti. Oltre a Luigi Bavaresco per il coordinamento del progetto e a Massimo Gardiman coautore del libro, le altre unità operative sono state guidate da: Valeria Terzi (Cra – Centro di Ricerca per la genomica e la postgenomica animale e vegetale, Fiorenzuola d’Arda (PC); Michele Morgante (Istituto di Genomica Applicata – Iga – Udine); Enrico Pè (Scuola Superiore di Studi S. Anna, Pisa); Simone Castellarin (Università di Udine); Mario Pezzotti (Università di Verona); Attilio Scienza (Università di Milano). 
L’adozione di un linguaggio semplice con traduzione in inglese in pagina, consente di proporre il libro oltre i confini nazionali, contribuendo a diffondere nel mondo la conoscenza e la cultura dei vitigni e dei vini italiani e con essi una parte importante dell’Italian style.
Il libro, presentato in anteprima ad Expo 2015 lo scorso 3 ottobre, è ora disponibile al prezzo di 35 euro nelle migliori librerie o su prenotazione contattando direttamente l’editore giannisartorieditore@me.com
 
La presentazione del volume Vitigni italiani verrà introdotta da Mario Bagnara, presidente de La Vigna, che modererà gli interventi dei due curatori dell’opera Luigi Bavaresco e Massimo Gardiman.

C.d.G.