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Pubblicato in Cosa leggo il 25 Novembre 2009
di Redazione

Quando cucina e dolci sono poesia

Appassionata di cucina e di poesia, Antonella Sgrillo, ha deciso di raccogliere in un volume, alcune sue creazioni di dolci. Ed ecco “Io riesco a vederci il sole” (Navarra editore). Il cibo ha per lei la funzione di colmare i vuoti dell’anima e, il piacere nel prepararlo, consiste principalmente nel fatto che si crea qualcosa destinata agli altri.
Partendo da ricette conosciute l’autrice prova la sperimentazione, la novità infatti è la cosa che più le sta a cuore. L’obiettivo che si è prefisso in particolare è stato quello di elaborare delle ricette veloci, adatte ai ritmi di donne (o uomini) che lavorano, utilizzando ingredienti semplici e facilmente reperibili. La creazione del dolce è per Antonella una vera e propria arte se, come ci svela in prefazione, “svegliarmi in piena notte..con la cioccolata e il rhum, il pistacchio e le arance, il cardamòmo e le rose…e provare in cucina quella strana euforia che mi prende quando sperimento un dolce nuovo”. L’inventiva si muove all’insegna della leggerezza, elemento che l’autrice associa alla poesia, non nel senso di frivolezza e vacuità, bensì come espressione di delicatezza, soavità, di elevazione dalle bassezze che la vita troppo spesso ci impone. Perciò ha riportato alcuni versi degli autori che più ama da Oscar Wilde a Fernando Pessoa, da Pablo Neruda a Herman Hesse, da Garcia Lorca a Kahlil Gibran. Un linguaggio dell’anima che accompagna al piacere dei sensi.Anche la scelta degli ingredienti è orientata alla levità. Ci spiega ad esempio, che la ‘prepotenza’ di un dolce tipico siciliano come il cannolo, dove la ricotta ha un sapore preponderante, può essere stemperata con della panna, nasce così la “millefoglie di frappè con mousse di ricotta”. Prevalente è poi la presenza di budini aromatizzati con frutta, creme e spezie dove si possono inserire o meno, biscotti e cialde, a seconda dei gusti, senza stravolgere l’essenza del dolce che risulta così adattabile ad ogni gusto. Oltre che con le parole e la dolcezza l’autrice ci seduce infine, con il colore dei fiori, che fanno da sfondo ai piatti presentati. Soluzione che rappresenta per intero il titolo, rubato a una poesia trovata on line, con il quale ci regala una visione positiva e avvolgente della luce. Antonella gestisce con il marito Aldo, un ristorante a Palermo: “Il mirto e la rosa”.

Aurora Rainieri

Quando cucina e dolci sono poesia

Appassionata di cucina e di poesia, Antonella Sgrillo, ha deciso di raccogliere in un volume, alcune sue creazioni di dolci. Ed ecco “Io riesco a vederci il sole” (Navarra editore). Il cibo ha per lei la funzione di colmare i vuoti dell’anima e, il piacere nel prepararlo, consiste principalmente nel fatto che si crea qualcosa destinata agli altri.
Partendo da ricette conosciute l’autrice prova la sperimentazione, la novità infatti è la cosa che più le sta a cuore. L’obiettivo che si è prefisso in particolare è stato quello di elaborare delle ricette veloci, adatte ai ritmi di donne (o uomini) che lavorano, utilizzando ingredienti semplici e facilmente reperibili. La creazione del dolce è per Antonella una vera e propria arte se, come ci svela in prefazione, “svegliarmi in piena notte..con la cioccolata e il rhum, il pistacchio e le arance, il cardamòmo e le rose…e provare in cucina quella strana euforia che mi prende quando sperimento un dolce nuovo”. L’inventiva si muove all’insegna della leggerezza, elemento che l’autrice associa alla poesia, non nel senso di frivolezza e vacuità, bensì come espressione di delicatezza, soavità, di elevazione dalle bassezze che la vita troppo spesso ci impone. Perciò ha riportato alcuni versi degli autori che più ama da Oscar Wilde a Fernando Pessoa, da Pablo Neruda a Herman Hesse, da Garcia Lorca a Kahlil Gibran. Un linguaggio dell’anima che accompagna al piacere dei sensi.Anche la scelta degli ingredienti è orientata alla levità. Ci spiega ad esempio, che la ‘prepotenza’ di un dolce tipico siciliano come il cannolo, dove la ricotta ha un sapore preponderante, può essere stemperata con della panna, nasce così la “millefoglie di frappè con mousse di ricotta”. Prevalente è poi la presenza di budini aromatizzati con frutta, creme e spezie dove si possono inserire o meno, biscotti e cialde, a seconda dei gusti, senza stravolgere l’essenza del dolce che risulta così adattabile ad ogni gusto. Oltre che con le parole e la dolcezza l’autrice ci seduce infine, con il colore dei fiori, che fanno da sfondo ai piatti presentati. Soluzione che rappresenta per intero il titolo, rubato a una poesia trovata on line, con il quale ci regala una visione positiva e avvolgente della luce. Antonella gestisce con il marito Aldo, un ristorante a Palermo: “Il mirto e la rosa”.

Aurora Rainieri


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