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Pubblicato in Cosa leggo il 05 Novembre2012

Ecco un libro che spiega la rivoluzione.

Quella più efficace, lenta, che mira allo stravolgimento dello status quo con una sola perdita, la coscienza consumistica e acritica, e che già ha in seno tante conquiste, prima fra tutte il recupero dell’identità territoriale. Che ha come principio del manifesto ispiratore di un futuro e di una società migliore il ritorno a tutto ciò che di buono del passato ancora si preserva (tradizioni,  saperi, una forma mentis che pensa alla conservazione della terra). Quella rivoluzione  che, insomma, ammette come unica arma o strategia d'azione l’esercizio del gusto. E’ il modus operandi verso il cambiamento professato da Slow Food, di cui al Salone del Gusto e Terra Madre, andato in scena pochi giornoi fa a Torino, hanno dato prova tangibile le tante forme di “resistenza” ad opera di produttori e agricoltori da ogni parte del globo. E’ stato invece trasformato  in una sorta di mappa del pensiero slow nel libro che porta il titolo "La rivoluzione è un pranzo di gala – Storie di cibo e di Calabria", firmato dal giurista, scrittore e Presidente Slow Food Calabria Nicola Fiorita e dalla giornalista-blogger Mita Borgogno, edito dalla casa editrice Città del Sole. Una raccolta di articoli, saggi, ricette dedicati ai grandi tesori del territorio e della tradizione enogastronomica calabrese, per la prima volta pubblicati negli inserti domenicali de Il Quotidiano di Calabria.

I due autori hanno voluto riunirli e proporli attraverso un percorso in capitoli che porta verso la conoscenza di una regione che detiene gran parte delle eccellenze del patrimonio agroalimentare nazionale. Patria di tesori come vino, formaggio, olio, pescato, prodotti della terra, conserve. Un microcosmo di sapori e arti conosciuto e decantato da tutti, nell’immaginario collettivo sinonimo di Mediterraneo, ma, ad eccezione di alcune blasonate specialita', rimasto per lo più relegato nell’ambito casalingo e da pochi assunto, prima che come modello di alimentazione, come dogma culturale. 

Il libro offre scorci di una Calabria che ha tantissime carte da giocarsi per riproporsi, con la rivalutazione della civilta' contadina, regione d'elezione del gusto. Le pagine, che contengono anche schede con suggerimenti sugli abbinamenti di alcuni prodotti tipici approfonditi nei capitoli, guidano verso la scoperta di ogni sfaccettatura gastronomica, dei tanti modelli di produzione oramai a rischio d'estinzione, base di partenza per la creazione di una nuova coscienza della sostenibilita' che promuove un diverso approccio al cibo e il contatto con le comunita'  locali. Perche' sono queste le depositarie della storia di un territorio che trova la via migliore per manifestarsi e perpetuarsi proprio nell'offerta enogastronomica. Si comprende cosi il ruolo dell'antico mercato del pesce di Crotone e dei protagonisti che popolano la "piazzetta" i "pisciari" (i commercianti del pesce), o la 'missione' che Pepe' le rouge, come viene chiamato Giuseppe Mangone,  porta avanti a Catanzaro nella sua bettola, uno degli ultimi luoghi sopravvissuti dove si custodisce la tradizione del morzeddhu,  o ancora la scommessa degli allevatori e dei casari di Cimina', piccolo comune incastonato nella Locride, nella provincia di Reggio Calabria. E poi ci sono i progetti dei tanti chef, osti e ristoratori calabresi che hanno assunto il ruolo di ambasciatori impegnati in prima linea nella promozione della cultura slow. Non solo racconti, il libro di Fiorita e della Borgogno, dà al lettore spunti di riflessione, dati e analisi sull'evoluzione che solo adesso la Calabria si accinge a compiere, mostrando anche ambiti interessati da un certo fermento. 

"La rivoluzione e' un pranzo di gala" parla di Calabria ma prima di tutto parla di cultura italiana, opera trasversale agli orizzonti geografici, mostra uno spaccato emblematico del valore territoriale del Made in Italy. Un libro che gli appassionati del buon cibo e del buon bere sapranno apprezzare. 

C.d.G.

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