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Pubblicato in Cosa leggo il 15 Dicembre 2019
di C.d.G.


(Andrea Camaschella - ph Vincenzo Ganci)

di Mauro Ricci

“Non sperate di liberarvi dei libri”, è il titolo di un pamphlet di Umberto Eco e Jean Claude Carrère. Un ammonimento che è un invito, in questa "era digitale" che mette a repentaglio il nostro contatto tattile, olfattivo, visivo con le pagine. 

Vi è un profondo depauperamento dei sensi e confrontarsi con un prodotto cartaceo in forma di libro, dove possiamo individuare anche solo una leggera traccia di pensiero visivo, è cosa per me quanto di più attraente si possa ancora pensare. Mi correva il pensiero a queste riflessioni quando, tempo addietro,  Andrea Camaschella, che cura con me la ribrica su Cronache di Gusto "La Birra della settimana", mi diceva: "Sono impegnatissimo, sto scrivendo un libro". Senza chiedere di più, fantasticavo su cosa potesse essere il prodotto di tanto impegno. Narrazione, racconto, diario, e in che forma, mi sembrava poi un’opera prima. Il tempo dell’attesa mi consentiva lo spazio per le piu varie ipotesi. Finalmente, a inizio primavera ,capisco che l’opera è alle stampe e ho un primo momento di perplessità: che sia una guida birraria? L’incontro è stabilito a Taormina per l’evento gourmet dell’anno in Sicilia e ho finalmente la possibilità di lasciare ogni supposizione e fantasia. Il prodotto si presenta in tutta la sua essenza.

E’ un atlante, è un libro e, a guardarlo, un bel libro. Lo sfoglio senza leggerlo, lo guardo, è piacevole, quasi imponente. Le pagine in carta patinata, il formato è grande, la copertina rigida, con una grafica la cui bellezza è nella misura, nell’equilibrio dei colori e delle immagini, un fondo nero, i caratteri arancioni con toni contenuti, un bicchiere stilizzato dello stesso colore: è "L'atlante dei birrifici italiani”, tutto in una bella cornice bianca. Il peso è entusiasmante, il libro lo si apre sul tavolo, la copertina, le pagine elegantemente quasi con sussiego si sciorinano, si lasciano sfogliare e non ti stanchi di percorrerlo in avanti e in indietro, cercando di scoprire i contenuti avere i primi incontri visivi, lentamente come sorpresa. La bellezza dei caratteri dello scritto sarebbero piaciuti anche a Bodoni. Ogni pausa di questo girovagare trova un riposante seguito sulla pagina di un bel ritmo spaziale di vuoti e pieni, di immagini e di scrittura eleganti, senza esagerazioni. Il nero, le sfumature di grigio, pochi colori pastello nelle carte topografiche un poco più decisi nelle titolazioni, nell’insieme equilibrio sobrietà in un volume di forte impatto visivo, che si fa notare con garbo leggero a dispetto della dimensione. Il peso è importante,non è un tascabile.

Appoggio il volume sulla scrivania su un leggio, il suo supporto di elezione e cresce il piacere nello sfogliarlo e, poco alla volta, lo si legge, lo si scorre lungo la pagina e si scopre come tutto l’apparato grafico sia supporto e guida a una facile comprensione dell’impianto, dei suggerimenti dei messaggi che l’opera vuole dare. In un pub qui a Palermo,Ballarak è approdato sul banco di mescita, è diventato subito un protagonista,sul suo leggio letto sbirciato guardato con decisione dai bevitori. I contenuti sono scritti in punta di penna accompagnati dai caratteri della grafica leggeri ma molto grandi. Le descrizioni dei birrifici sono puntuali, precise, asciutte, ma, contemporaneamente, ricche di informazioni adatte a ogni tipo di lettura, volante o approfondita, attenta o distratta, danno sempre quello che al momento cerchi o vuoi sapere. Le birre, solo alcune descritte in modo che se ne colga il senso e la qualità e si intuisca l’anima di tutta la produzione. A fare contento il lettore, o meglio il compulsatore, alcuni riferimenti tecnici insieme a quelli gustativi, sensoriali in una sintesi molto spesso felice. La selezione delle imprese è attenta e segue un canone che comprende una particolare attenzione al progetto, alla storia all’innovazione alla creatività alla costanza nella qualità.

Pregevole l’assenza di qualsiasi enfasi descrittiva. Le parole hanno sempre il giusto peso, come la scelta di non fare classifiche spesso inutili o velleitarie in un maggiore rispetto per il lavoro e la fatica di tutti. Unica citazione per mettere in evidenza una sintesi di qualità alta, costante di impresa di prodotto di creatività, è il blasone di “birrificio top”. Insomma i curatori dell’atlante, Davide Bertinotti e Andrea Camaschella, mettono al servizio di una impresa delicata e difficile la loro esperienza e una austera professionalità che connota tutta la loro fatica. E l’atlante non poteva deludere anche sotto l’aspetto più consono a questo editore, La Libreria Geografica: la cartografia, le carte geografiche. Le regioni sono presentate suddivise per aree territoriali omogenee e a volte funzionali alla produzione della birra in cui evidenziare la distribuzione delle imprese che si coglie a colpo d’occhio dalle belle cartine sapientemente differenziate fra descrizione dell’ambiente fisico, che fa da supporto al racconto iconografico della destribuzione delle attività, articolate fra birrifici censiti, non censiti, beer firm, con un significativo e vivace gioco di simboli e colori. Le pagine poi si arricchiscono di un seguito di immagini di etichette, insegne, fotografie di impianti, spine a pompa spesso belle, a volte suggestive in un crescendo entusiasmante gioioso dall’inizio alla fine e di qui il piacere di "passeggiare" nel  libro, nell’atlante in un vagabondare allegro pieno di continue sorprese, il gusto di continui ritorni soffermandosi su nuovi particolari o su cose già viste che si vuole rivedere e poi  leggere una descrizione e richiamare alla mente un ricordo una novità dimenticata.Un libro è sempre un oggetto un poco magico e questo non fa eccezione.

“Non sperate di liberarvi dei libri” e fatevi soggiogare dal loro fascino, sfogliate, comprate l’atlante di Bertinotti e Camaschella, viaggiate con lui in questo bellissimo mondo della birra sorseggiando una bella pinta della vostra preferita andando a scoprirne di infinite altre in un sottile godimento di spirito e sensi,che i due dioscuri di questa navigazione non potranno che favorire e proteggere.

Atlante dei Birrifici Italiani
Editore,Libreria Geografica srl
244 birrifici descritti
612 birre
320 pagine
28×23 centimetri, copertina rigida
29,90 euro


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