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Undici grandi donne del vino italiano: nel libro di Cinzia Benzi l’enologia italiana in rosa

31 Ottobre 2017
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di Fiammetta Parodi

“Da lunghissimo tempo ho la convinzione che, se il vino è maschile singolare, il mondo del vino è femminile plurale”. 

È con queste parole che Cinzia Benzi, psicologa monferrina rapita dall’enologia, introduce il volume (prefazione dello chef tristellato Massimo Bottura ed ospitato nella collana dedicata all’enogastronomia “i Contorni” di Giunti Editore) in cui racconta undici donne che, in modi e con ruoli diversi, si adoperano con passione e dedizione per attuare quella “rivoluzione pacifica” che sta femminilizzando il mondo del vino: producendolo, degustandolo, vendendolo, promuovendolo o – per l’appunto – scrivendone. Un mondo tradizionalmente dominato da un imperante machismo e che, sino a non molti anni fa, relegava le (rare) figure femminili in ruoli marginali e secondari, ma che, in tempi più recenti, le vede invece sfidare i pregiudizi culturali e sociali e conquistare finalmente posizioni e mestieri di grande successo.

L’autrice descrive “dame del vino” assai diverse, con caratteri, attitudini, provenienze, formazione e professionalità eterogenee: alcune “figlie d’arte”, altre neofite; alcune impegnate nelle pubbliche relazioni, altre tra i filari e nelle cantine. Ci accompagna quindi in un interessante viaggio che, partendo dall’enologa del più famoso dei Sauternes (quello Château d’Yquem che, unico al mondo, vanta la denominazione di Premier Cru Supérieur), attraversa i vigneti di Barolo e le cantine di Rocchetta Tanaro (dove una figlia volitiva convince il padre “rossista” ad abbandonare la tradizione per produrre bianchi pluripremiati) e prosegue lungo tutta la Penisola alla scoperta del lato femminile di aziende famose – come Berlucchi o Ferrari – e meno note. Racconta figlie d’arte prestate a mestieri lontanissimi dal vino (come la bocconiana assistente umanitaria in Niger) che rispondono al richiamo della propria terra e prendono in mano saldamente e ottimamente le redini delle tradizioni familiari; zie e nipoti che, in Valpolicella, sfidano i pregiudizi, risollevano le sorti di cantine in difficoltà e, traghettandole nei mercati del nuovo millennio, ne superano le difficili sfide; donne, spesso madri, approdate al mondo del vino per caso o ad esso destinate sin dalla nascita, dalla Toscana alla Calabria, dal Veneto alla Sicilia, ma comunque, ognuna a proprio modo, “intrise di vino nel Dna”. 

Vino: femminile, plurale
Cinzia Benzi
123 pagine
Giunti Editore
2017
12 euro