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Pubblicato in Dove mangio il 24 Giugno2019


(Viviana Varese e Ritu Dalmia)

"Per capire un’altra cultura...assaggiatela”. Potrebbe essere questo lo slogan di Spica, nuova apertura a Milano che sta già facendo parlare di sè per la sua filosofia, nuova e internazionale, che piace sempre di più a gourmet e non soltanto.

Il progetto è della chef Ritu Dalmia (proprietaria di numerosi ristoranti, tra cui Cittamani in piazza Carlo Mirabello a Milano) e di Viviana Varese (chef 1 stella michelin del ristorante Alice in piazza XXV Aprile), che hanno voluto mettersi alla prova portando a Milano le cucine di tutto il mondo. Da Spica infatti potremo provare dall’originale guacamole fatto al momento ad uno dei migliori ramen della città. Un concept totalmente nuovo, che vuole ospitare diverse culture in un solo ristorante, con un’idea di integrazione culinaria ma non solo, anche legata alle persone. Un’idea che le due chef cercano di portare avanti nel lavoro e nella vita, un’idea di cui abbiamo tanto bisogno e che Milano è pronta ad accogliere a braccia aperte. Il locale è in via Melzo, zona centralissima e già molto battuta. La proposta del menu, dal quale si può già notare la vastità di proposte a livello geografico (il menu è diviso per i vari continenti) è legata alla condivisione. Tanti sono i piatti che si possono dividere e gustare in compagnia, così come è molto presente la proposta tapas. In abbinamento troviamo un’ampia carta dei vini così come un’ottima offerta di cocktail, che si possono consumare anche nell’ampio bancone scegliendo tra varie ricette di barman selezionati. 


(Guacamole)

L’inaugurazione ufficiale è prevista per il 28 di settembre, ma è già possibile andare a degustare i piatti del ristorante. Noi di Cronache di Gusto ne abbiamo assaggiati diversi, e vi anticipiamo che il viaggio gastronomico che si può intraprendere da Spica è molto interessante. Da amanti della cucina non si può che rimanere sbalorditi dall’integrità di preparazioni di paesi così lontani da noi, che testimonia la tecnica e l’esperienza delle due chef. Assaggiamo un “guacamole” che come vi abbiamo anticipato viene preparato al momento e davanti al cliente; nell’epoca di mixer e minipimer è un piacere ritrovare questo tipo di ricette antiche e tradizionali, fatte ancora manualmente. Storia e gusto ne beneficiano. 


(Coca Maiorchina)

Assaggiamo il “Pulpo a la Gallega" e la vera “coca Maiorchina” (una preparazione simile ad un pane schiacciato e farcito, per gli Spagnoli un po’ la sorella della pizza), che ci fanno tornare in Spagna con il gusto e con la mente.


(Tris di Ceviche)

Poi le “Tortillas con pico de gallo, guacamole e sour cream” e la “tostada con il tris di Ceviche”, che ci permettono di incontrare le cucine del Sudamerica, con la loro acidità e piccantezza, e assaggiamo anche i dolci, che spaziano dal tiramisu tradizionale allo sticky rice con frutta esotica. Insomma, assaggiamo tanto, quasi tutto, e il risultato è che da Spica per circa due ore ti dimentichi di essere a Milano, riesci ad abbracciare persone di nazionalità diverse che ti sorridono e che ti accompagnano in un percorso ai più sconosciuto, ma che può regalare straordinarie scoperte. Un format di ristorazione che andrebbe trasportato un po’ in tutta Italia, che non si vuole vendere come alta ristorazione ma che vuole essere popolare, nelle ricette e nel pubblico. Si spendono dai 30 ai 45 euro, bevande escluse. 

Gianluca Rossetti

Spica
Via Melzo, 9 - Milano
T. 02 7389555
Orari: da lunedì 24 giugno aperto tutti i giorni dalle ore 12 fino alle 24
Ferie: Variabili, ma in inverno
Carte di credito: tutte
Parcheggio: no

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