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Pubblicato in Dove mangio il 03 Ottobre2019


(Giuseppe Biuso)

di Stefania Petrotta, isola di Vulcano, arcipelago delle Eolie (Me)

C’è un’isola nera nel Mar Tirreno, in coda alla Y simbolica secondo cui si dispone l’arcipelago delle Eolie. È Vulcano con la sua spiaggia scura, i vapori sulfurei e lo sbuffare del suo cratere. 

E c’è un’unica località di essa, che si chiama Vulcanello, da cui si possono ammirare tutte insieme le altre sei isole, scorrendo lo sguardo da ovest ad est e viceversa, schierate allo stesso modo in cui si presentano gli attori di una compagnia teatrale alla fine della rappresentazione, all’apertura del sipario per raccogliere gli applausi del pubblico. In questo luogo affascinante e unico, sorge il Therasia Resort Sea&Spa, splendido hotel 5 stelle sul mare, totalmente inglobato nel panorama mozzafiato.

Succede poi che, non contenti di avere al loro un interno il ristorante una stella Michelin “Il Cappero”, la steak house “L’Arcipelago” e il ristorante “I Grusoni” a base di piatti della tradizione siciliana e pizze, la proprietà decida di lanciarsi nell’avventura di un ristorante vegetariano. Aggiungete che al “I Tenerumi”, così si chiama quest’ultimo, si cena rigorosamente sul prato, su comodi ed ampi cuscini dinanzi a tavoli bassi cosparsi di candele, sotto la volta stellata che, si sa, in un’isola appare sempre più luminosa e densa che altrove. E di fronte a voi, quando d’estate il sole si attarda fino ad ora di cena ed oltre, il magnifico tramonto eoliano. Già così verrebbe da pensare che a “I Tenerumi” piace vincere facile, ma quello che con questo articolo vogliamo oggi testimoniare è che la cucina sorprende ed emoziona quanto tutta la scenografia. Pochi i piatti in menu, 9 più un dessert, che non è possibile ordinare singolarmente ma solo attraverso degustazioni da quattro, sei o otto portate. “Sappiamo che questo dictat – spiega lo chef Giuseppe Biuso che, a capo di tutti e quattro i ristoranti, riesce ad esprimere il proprio estro sotto molteplici forme – può far storcere il naso a qualcuno, ma la voglia di far comprendere il pensiero che c’è dietro ogni piatto è così forte che abbiamo deciso di sfidare l’eventuale scontento. Non avrebbe senso accostare piatti a caso scegliendoli dal menù secondo i propri gusti perché ognuno fa parte di una narrazione che, altrimenti, risulterebbe monca”. E noi ci siamo fatti condurre dunque in questo percorso dallo chef che mai, in alcun momento della cena, ci ha fatto sentire la mancanza di carne o pesce.


(Mai dire mais - Tenurumi)

Il racconto inizia dal “Mai dire mais”: purè di mais, polenta fritta, chips di polenta, pannocchietta grigliata e pop corn caramellato. La dimostrazione, come spesso amiamo sottolineare, che con un solo ingrediente si possano creare piatti complessi e completi. Divertente, oltre che buono.


(La tartar - Tenerumi)

“La tartar” si presenta a tutti gli effetti come una tartare di manzo alla vista, ma con piacevole sorpresa si rivela tutt’altro. È la tartare di pomodoro confit a cui una spuma di cetriolo al basilico e yogurt di tzatzikiana memoria dona un’ondata di freschezza, il tutto guarnito da una delicata maionese al pomodoro e completato da una sfoglia di pane croccante. Un piatto che abbiamo subito amato e per cui vale la pena di venire apposta, nonostante la sua disarmante semplicità.


(Orto - Tenerumi)

A testimoniare la presenza dell’orto in loco e dell’amore per i frutti della terra che contraddistingue questa cucina, arriva “Orto”. Qui le verdure crude o cotte in tutti i modi possibili donano al piatto un ventaglio di consistenze che stupisce al primo assaggio e conquista già al secondo. Alla base un crumble al carbone vegetale su pesto di pistacchi e a completamento una meravigliosa vinaigrette al miele e origano che avremmo gradito anche se ci fosse stata servita a solo a cucchiaiate.


(Tortelli alla norma - Tenerumi)

Arrivano i primi. Iniziamo dal “Tortello alla norma”: la melanzana - arrostita con la buccia - è nel ripieno, la classica salsa è qui la crema di pomodoro confit e la ricotta salata è sottoforma di mousse a completamento del piatto. Possiamo dire una delle migliori rivisitazioni del classico finora assaggiate in giro.


(Spaghettone rosa - Tenerumi)

Segue lo “Spaghettone Rosso”. Qui gli spaghetti vengono trafilati con centrifugato di barbabietola e cotti in crema di barbabietola in una magnificazione di questa radice il cui caratteristico sapore terroso viene però stemperato dall’acidità della tapioca al lime e dalla nota quasi astringente della fonduta di caciocavallo ragusano che sembra avvolgere gli altri ingredienti, per un piatto che, grazie a questi contrasti, riesce a conquistare anche chi di norma non ami le barbabietole.


(L'uovo... panelle e crocché - Tenerumi)

Ci chiederete: e per secondo? Esistono i secondi in un ristorante vegetariano? La risposta è “L’uovo… panelle e crocchè”. In un continuum di piatti stupefacenti tra i quali scegliere diventa davvero difficile, è forse il nostro preferito: panella liquida, patata schiacciata alla menta e uovo poché cotto a 65 gradi e fritto in panatura di pangrattato e sesamo. Strepitoso.


(Frutta - Tenerumi)

Il percorso si conclude con “Frutta”, dessert a base di mousse alla fragola che racchiude un cuore di mousse al frutto della passione, pezzetti di cantalupo, inserto al mango, su una crema al cocco e accompagnato da un sorbetto al limone.

Menzione speciale al sommelier Giuseppe Fiorito, che avevamo già avuto modo di apprezzare al Cappero, che ha abbinato un susseguirsi di cocktail, vini e birre in un pairing sapiente ed entusiasmante. A completare il tutto un servizio informale ma impeccabile, accompagnato da sorrisi e totale disponibilità. Nulla da aggiungere se non che I Tenerumi ha chiuso per ferie e noi già attendiamo con trepidazione l’arrivo della prossima estate per tornare a godere serate come questa.

Tenerumi c/o Therasia resort & Spa
Località Vulcanello - Isola di Vulcano, Arcipelago delle Eolie (Me)
t.  090 9852555
Chiuso: mai
Ferie: novembre-marzo
Carte di credito: tutte
Parcheggio: no

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