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Il caso

Benoît Violier ha perso un milione di euro. Un giornale: “Ecco perchè si è suicidato”

09 Febbraio 2016
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Una nuova pista seguita dagli investigatori: né stress né depressione hanno spinto lo chef tristellato a premere il grilleto, ma una mega-truffa

 
(Lo chef tristellato Benoît Violier)

Non sarebbe né la depressione, né lo stress da fornelli che avrebbero spinto Benoît Violier , 44 anni, chef franco-svizzero dell’Hotel de Ville di Crissier, a Losanna, a spararsi con un fucile. Ma una mega truffa con i vini francesi.

È quanto rivela il giornale svizzero Bilan che, sulle tracce del raggiro, ha raccolto la testimonianza di un ristoratore. Racconta di un sistema di investimenti e di promesse, di degustazioni en primeurs a Bordeaux e di aste di bottiglie di Domaine Henry Jayer, il produttore morto nel 2006 a 86 anni e famoso per essere stato un innovatore delle tecniche enologiche in Borgogna e per la sua scelta di produrre solo poche migliaia di bottiglie l’anno, vendute nelle aste anche a 15 mila euro a bottiglia.

Violier, lo chef tristellato, considerato uno dei migliori del mondo, secondo i giornalisti elvetici avrebbe perso nella truffa un milione di euro. E per questo si sarebbe sparato con un fucile da caccia il 31 gennaio. In pratica, il testimone rivela un sistema molto ben organizzato. Il truffatore, prima cerca di conquistarsi la fiducia dello chef da raggirare, poi lo accompagna alle aste dei vini e gli vende le bottiglie su carta, magari le stesse già vendute ad altri ristoranti o chef. Le casse con i vini, poi, non arrivano mai a destinazione. C’è già un’inchiesta giudiziaria sul caso, anche perché i truffati, tra i grandi chef, sono parecchi. Nel mirino una società che ha già dichiarato bancarotta tre mesi fa. Uno dei soci è stato arrestato e scarcerato due settimane prima del suicidio di Benoît Violier.

E questa tesi è stata avvalorata anche da un settimale, “Il Caffè”, che è uscito il 7 febbraio.

C.d.G.