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Pubblicato in Il caso il 06 Marzo2016

Il vigneto Sicilia si è ristretto in questi ultimi anni. Come si puó notare dalla nostra infografica ha perso oltre 25 mila ettari dal Duemila ad oggi.

Non solo per i tanti viticoltori che hanno estirpato, ma in grande buona parte per i diritti di impianto ceduti a viticoltori e/o produttori di altre regioni. La Sicilia è stata infatti una sorta di supermercato in questi ultimi tre lustri per chi voleva ampliare il proprio vigneto. E così molti diritti di reimpianto sono emigrati soprattutto al nord, Veneto in testa, dove ognuno si teneva ben stretti i propri diritti anche perchè i costi dei terreni lì sono alti e la vitivinicoltura piuttosto remunerativa. Di conseguenza le quote per i nuovi impianti risultavano spesso introvabili. Così si comprava il diritto in Sicilia, spesso a prezzi competitivi, e si riutilizzava in altre parti d'Italia. Solo nel 2015, prima che partisse il nuovo regime delle autorizzazioni (ne abbiamo parlato qui e, qui e qui) la Sicilia ha venduto diritti di reimpianto per quasi cinquemila ettari. In totale dal Duemila al 2015 sono stati ceduti diritti per oltre ventimila ettari. Oggi l'Isola vanta 101 mila ettari di vigneto, nel Duemila gli ettari erano quasi 130 mila sebbene fossero diversi gli strumenti di rilevazione. Caso in controtendenza l'isola nell'isola, ovvero l'Etna, sempre più una sorta di enclave nel panorama enologico siciliano. Lì, secondo i dati forniti dal consorzio Doc la superficie vitata è più che raddoppiata dal Duemila ad oggi passando da 300 circa a 760 ettari. Che diventano all'incirca mille se si considerano i vigneti fuori dalla Doc.

C.d.G.

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