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Pubblicato in Il caso il 10 Gennaio2014


Franco Ricci e Antonello Maietta

Ais Roma atto finale?

Non si vedeva da anni una partecipazione così sentita ad un' assemblea dei soci Ais. Il clima, quello da stati generali. Il caso Ricci, la grande e discussa scissione di Mr. Bibenda dall’Associazione Italiana Sommelier che da mesi anima il tam tam mediatico, ha richiamato oltre 700 associati di Ais Roma e Ais Lazio all’incontro tenutosi ieri al Radisson Blu di Roma, presieduto da Antonello Maietta che guida l'Associazione Nazionale. Gli storici, i nuovi e quelli fantasma (gli ultimi, i famosi 350 corsisti investiti in pieno dal divorzio), non hanno voluto mancare agli stati generali della nuova epoca di Ais Roma. 

Il distaccamento della “costola” capitanata da Ricci, rinata come Fondazione Italiana Sommelier , ha creato non pochi problemi. In primis, proprio ai vari corsi di qualificazione per sommelier attivati negli ultimi mesi dell’Ais Roma: per l’ultimo, esattamente il 51° non è stata attivata la procedura prevista dallo statuto per avviarlo nei luoghi, nei tempi e con la didattica prevista e che richiede l’approvazione da parte della sede centrale. E questo è uno dei motivi principali per cui tutti i corsisti che hanno versato la quota associativa di 80€ (+ 50€ richiesti dalla sede di Roma) non sono stai ancora iscritti all’Ais. Che fine hanno fatto i soldi, che da statuto le sedi regionali hanno tempo sette giorni per girarli alla sede centrale coi relativi nominativi degli iscritti?  E chi ha cominciato un corso e si trova a metà del percorso a chi deve pagare o cosa fare per proseguire con i corsi Ais e non Fis? Quale e dove sarà la nuova offerta formativa dell’Ais? Tante le domande di questo genere poste da persone che credevano di rivolgersi all’Ais e si son visti transitati in una fondazione senza essere stati interpellati. E che non pochi dubbi hanno avanzato anche nei confronti della sede centrale per la mancanza di vigilanza sull’operato di Roma.
 
Maietta e gli altri membri presenti hanno rassicurato che i vari corsi in essere verranno riconosciuti retroattivamente: chi ha pagato per il I livello può continuare a seguire le lezioni presso Fis (che di fatto essendo stata Ais fino a ieri, ha una didattica che è dell’Ais) e passare al II livello con i corsi che da qui a breve verranno attivati a Roma. Chi preferisce invece interrompere con Fis pur avendo già pagato, per il I livello, potrà riprendere dallo stello livello dove ha interrotto con i nascenti corsi. Stesso discorso vale anche per II e III livello. Per chi deve affrontare la prova d’esame, già il prossimo 13 Febbraio lo stesso Maietta ed altri che verranno appositamente a Roma, offriranno ai corsisti la possibilità di sostenere l’esame finale per la qualificazione di sommelier, riconoscendo il percorso didattico fatto fino a quella data con Fis. Fermo restando la volontà di aderire all’Ais o alla Fis nella più assoluta libertà.

E’ da dire che se da un lato i dubbi e i timori più che leciti dei corsisti che vivono questo momento di confusione per cause a loro estranee ha acceso il dibattito, dall’altro è anche da registrare come proprio gli stessi si siano arroccati nel richiedere continuamente rassicurazioni. Maietta, così come lo stesso Rinaldi, hanno ammesso che c’è  stato poco controllo, che “sì, potevamo intervenire prima”, ma l’atteggiamento suo e della Giunta era quello di chi è lì per ricominciare, per trovare una soluzione e non per fare campagne acquisti “se uno si sente più a suo agio con la Fis ha tutto il diritto di scegliere”. E il contraltare dei vecchi tesserati non è mancato nell’esprimere tutta l’amarezza e il disincanto verso una realtà associativa cui era rimasto soltanto il nome, ma che s’era allontanata nella sostanza dalla promozione del vino come tramite culturale ed identitario del nostro paese.

Per dissipare altri dubbi il legale incaricato dall’Ais e presente all’incontro ha confermato che sono state avviate tutte le pratiche nei confronti di Ricci e da cui si attende una risposta prima di adire per via giudiziale nel merito della mancata trascrizione dei nuovi soci e dei relativi versamenti, oltre a non poter usare il marchio e il logo di Associazione Italiana Sommelier, in quanto marchi depositati. E i toni, va detto ad onor del vero, sono stati molto più civili rispetto a quanto circola sul web (youtube 51° corso ais roma http://www.youtube.com/watch?v=RFZRqQVRs8w) circa le decisioni proclamate dalla nascente Fis per bocca del suo direttore Franco Maria Ricci e del responsabile del gruppo servizi sommelier Ubaldo Pizzingrilli.

Il perché di questa scissione. Proviamo a fare una sintesi. Tra le varie cause, quella scatenante: AIS ha investito ogni anno qualcosa come 1.000.000,00 di euro per la guida Bibenda e per la rivista Bibenda, di fatto editi da Bibenda Editore s.r.l. di F.M.Ricci.  Scaduto il contratto è stato proposto all’Ais un rinnovo di 3 anni, rinnovabili automaticamente di altri 3. Proposta di contratto rifiutata in quanto il prossimo giugno scadrà l’attuale esecutivo e Maietta non si è sentito di accollare all’Ais per i prossimi sei anni e quindi per le prossime due giunte, un onere così gravoso. Ha rilanciato con un contratto provvisorio di un anno per lasciare libertà di scelta alla prossima giunta che verrà, in cui chiedeva che venissero ripristinati gli esami organolettici all’interno della guida dei vini Bibenda (scomparsi nell’edizione 2014) e che venisse esclusa la parte relativa ai ristoranti “perché l’Ais con la sua guida si rivolge ai suoi soci e non a vendere ai produttori” come è avvenuto negli ultimi anni, in ambito di premiazioni varie e “di guide da regalare ad amici, a un prezzo eccezionale” come riportato in calce nelle mail inviate ai produttori che sono stati premiati dai 5 Grappoli.

Sebbene il clima d’incertezze ha generato parecchio malcontento lo stesso presidente ha parlato di danno d’immagine nei confronti sia delle persone che si sono iscritte all’Ais, o almeno hanno ritenuto così fosse, che all’Ais stessa per la somma di tutti i problemi. Che in termini economici si aggira sui 500.000€. A tutti i soci è stata richiesta collaborazione attiva per proporre nuove idee, nuove location dove poter svolgere in maniera adeguata sia l’attività didattica che le varie degustazioni. Per questo i membri della giunta si sono dati tempo fino a giugno per coordinare questa rinascita: ripartiranno anche seminari di approfondimento per conseguire la qualifica di Relatore e Degustatore Ufficiale che da anni non si svolgeva più a Roma. Sono state date garanzie sui docenti che hanno dato la loro disponibilità a far ripartire la futura sede Ais di Roma. Alcuni verranno da fuori altri sono già a Roma, come Armando Castagno, invitato dallo stesso presidente a intensificare la sua attività didattica su Roma e riducendo quella che attualmente svolge a livello nazionale. Il delegato di riferimento sarà provvisoriamente Giorgio Rinaldi.

Che le colpe poi sono ricadute purtroppo sugli associati o sul perché della scissione è lo stesso Maietta a ironizzarci su prendendo in prestito quanto espresso sull’Ais nel video che circola on line “…perché noi siamo beceri. Se loro propongono una preparazione fantasmagorica, noi siamo questi”.

Rocco Caridi

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