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Pubblicato in Il caso il 24 Giugno2021
Federica Argentati

Un nuovo corso, è vero. Ma tutto è avvolto dalle nebbie più scure.

La notizia è che Federica Argentati non si ricandiderà alla presidenza del Distretto degli Agrumi di Sicilia. Una perdita gravissima per il settore, visto che proprio la Argentati si occupa di questo mondo da 15 anni. L'altra notizia è che nessuno, da voci di corridoio raccolte, vuole prendere il suo posto. Alcuni timidamente fanno il nome di Giuseppe Pasciuta, presidente del consorzio Arance di Ribera Dop. Ma non c'è stata nessuna conferma, almeno per il momento. La Argentati, dunque, lascia alla naturale scadenza del suo mandato. L’assemblea dei soci, alla quale la decisione della Argentati è stata preannunciata nei mesi scorsi, è convocata a fine mese per l’approvazione del bilancio 2020, del conto economico preventivo e per decidere su contributi associativi e rinnovo delle cariche e degli organi direttivi. E fra gli impegni, anche quello di individuare chi succederà alla Argentati. "Siamo partiti nel 2004 dall’arancia rossa, marchio IGgpancora poco valorizzato rispetto ai mercati - dice la Argentati - L’idea era quella di “fare sistema”, massa critica, guardarci, contarci e prendere atto che - dal vivaista, attraverso il produttore, le organizzazioni di produttori, il commerciante, il trasformatore, il centro di ricerca scientifica - il mondo dell’agrumicoltura in Sicilia costituiva di fatto una filiera articolata e complessa che aveva l’esigenza di fare squadra. Nel 2011 è diventato Agrumi di Sicilia coinvolgendo tutti i Consorzi di tutela agrumicoli siciliani e riuscendo nel tempo a innovare l’organizzazione del comparto e delle sue produzioni d’eccellenza (Dop, Igp e bio) che oggi hanno uno strumento di grande visibilità, elaborazione progettuale, sinergie a livello regionale e nazionale e rispetto da parte delle istituzioni".

Numerose le partnership siglate dal Distretto Agrumi di Sicilia in questo decennio: prima fra tutte quella prestigiosa con The Coca Cola Foundation che oltre a finanziare progetti di ricerca – riciclo energetico dei sottoprodotti di lavorazione, lo studio sull’approvvigionamento dell’acqua negli agrumeti, le tre edizioni del progetto Social Farming e i vari output – ha portato il marchio di arance e limoni siciliani Igp nella linea di produzione della Fanta Igp; i percorsi di internazionalizzazione e marketing territoriale con “Le vie della zagara” insieme all’associazione Gusto di Campagna, che di recente è confluita in un popolarissimo video prodotto dal Distretto, “Scent of zagara”; nel 2015 la partecipazione a Expo con il Mipaaf; la modifica del protocollo Italia-Cina per l’esportazione delle arance e, più di recente, la sperimentazione della blockchain con una piattaforma in esclusiva per il Distretto e il finanziamento comunitario (Horizon 2020, Trick). "In vista dell’assemblea di fine mese – commenta la Argentati – sollecitiamo l’avvio di un serio e proficuo approfondimento democratico all’interno della base sociale per procedere al passaggio del testimone. Lascio una realtà matura, con progetti finanziati e in corso di approvazione (fra cui la seconda edizione di Acqua con The Coca Cola Foundation e uno in graduatoria al Mipaaf insieme con il Distretto delle filiere e dei territori in rete su mal secco e valorizzazione Dop e Igp) e importanti partnership".

"Perché non mi ricandido? A mio avviso - spiega la Argentati - in queste strutture territoriali è opportuna una turnazione alla presidenza per non creare incrostazioni e routine. Chi mi succederà troverà un “tesoretto” di progetti finanziati e in corso di approvazione, conti in ordine e uno staff di professionisti formato che, nell’ottica della continuità, è in grado di mandare avanti senza scossoni la macchina del Distretto. In vista dell’assemblea sollecito l’avvio di un serio e democratico confronto fra la base sociale che porti alla guida di un cda e di un presidente con adeguate competenze e tempo da dedicare. Adesso è il momento per me, di restituire il Distretto alla filiera che me lo ha consegnato con grande fiducia e che ho curato con tutta la determinazione, passione e competenza possibili". Il Distretto aggrega imprese della produzione, commercializzazione, logistica, trasformazione: un mosaico di medie e grandi aziende che, sotto il brand Sicilia, rappresentano la filiera degli agrumi in Italia e all’estero. Sono soci e partner 5 Consorzi e Associazioni di tutela Dop e Igp (i consorzi di Arancia Rossa Igp, Arancia di Ribera Dop, Limone Interdonato Igp, Limone di Siracusa Igp e l’associazione Limone dell’Etna Igp); 50 imprese della filiera agrumicola siciliana (aziende singole, associate e organizzazioni di produttori); e in qualità di partner 32 enti (Enti Locali e Territoriali, Istituzioni pubbliche, Università ed Enti di ricerca, Rappresentanze agricole e datoriali etc.).

C.d.G.

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