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Pubblicato in Il caso il 15 Aprile 2020
di Giorgio Vaiana
Gino Sorbillo

Gino Sorbillo è una delle prime vittime illustri di questa crisi economica mondiale causata dalla pandemia del coronavirus. 

E uno dei pizzaioli napoletani più celebri nel mondo ha annunciato la chiusura di quattro pizzerie: "Una è quella in via Partenope, che ha un affitto molto alto - dice il pizzaiolo - poi Zia Esterina al Vomero e, a Milano, Olio a Crudo e Zia Esterina. Per ora l’unica pizzeria che funziona regolarmente è quella di Tokio, dove si serve anche la pizza al tavolo". Il nodo sono proprio le restrizioni decise in Campania dal governatore Vincenzo De Luca che ha vietato anche le consegne a domicilio. Il delivery, infatti, potrebbe dare un po’ di ossigeno ai ristoratori schiacciati di canoni di locazione esorbitanti e dalla prospettiva di riavviare attività con premesse del tutto differenti rispetto al passato. Un quadro che ha fatto programmare a Sorbillo la chiusura di ben quattro locali. Due a Napoli e due a Milano. Locali che non potrebbero reggere con pochi coperti e una offerta pesantemente ridimensionata.

Per questo il pizzaiolo chiede quantomeno di riaprire al servizio di consegna a domicilio: "Una scelta - dice al Corriere - che garantirebbe una sopravvivenza minima, con 30-40 pizze al giorno, per molti locali. La crisi è durissima, ma stare fermi e ripartire da zero, chissà quando, sarà difficilissimo. Meglio sarebbe per tutti poter contare sulla possibilità del servizio a domicilio. Cibi che vengono consegnati in tutta sicurezza. Attività che garantirebbe un minimo di sopravvivenza. Alcuni potrebbero decidere di non riaprire, perché per alcuni locali gli affitti sono davvero insostenibili. Ma almeno si riavvia l’auto e si va avanti a filo di gas".

C.d.G.


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