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Pubblicato in Il caso il 19 Novembre 2015
di C.d.G.

(Salvatore Passalacqua)

La determinazione ce l’ha. A volontà. Salvatore Passalacqua, titolare dell’omonimo caseificio che si trova a Castronovo di Sicilia in provincia di Palermo, ma non molto distante dal confine con la provincia di Agrigento, racconta senza peli sulla lingua cosa stanno vivendo nella zona ormai da anni. 

Le condizioni delle strade della zona sono “ai limiti della decenza”, dice. Anzi sono al di sotto della decenza, aggiungiamo noi, visto che la Sp 48, che passa a pochi metri dalla sua azienda e che è l’unica via di accesso al caseificio è stata completamente distrutta dagli ultimi eventi atmosferici che hanno falcidiato l’Isola. “La situazione era già precaria – dice Passalacqua – ed avevamo scritto, telefonato e quasi fatto stalker ai vertici della Provincia perché si attivassero e sistemassero definitivamente la strada”. Ma così non è stato.

“Non abbiamo potuto far altro che armarci di pazienza, metterci tanti soldini in mano e sistemarla a nostre spese, pur sapendo i rischi che correvamo, potendoci beccare una denuncia per aver effettuato lavori su una strada pubblica senza autorizzazioni”. Ma i lavori erano necessari, visto che il caseificio era praticamente rimasto isolato e nessuna auto o camion potevano raggiungere l’azienda.

“Non avevamo scelta – dice – e con la pioggia intensa di qualche settimana fa è successo di nuovo il disastro. La strada è stata spazzata via”. Il caseificio è rimasto tre giorni isolato. “Devo anche ringraziare i miei vicini che mi hanno dato una mano mettendo a disposizione i loro mezzi ed il titolare della cava che si trova lì vicino che ci ha regalato il materiale – spiega Passalacqua – permettendoci così di riaprire la strada. Ma adesso ogni volta che il cielo si annuvola tremiamo e temiamo il peggio”.

Dalle istituzioni nessuna risposta e nessuna volontà di sistemare le cose in maniera definitiva: “Se l’azienda deve chiudere – dice Passalacqua – deve chiudere perché lo decido io, non perché una strada disastrata mi impedisce di ricevere la merce ed effettuare le consegne. Non ho perso le speranze. Questo è un esempio che voglio dare ai miei figli, di non mollare mai, di lottare sempre”.

Nei giorni scorsi avevamo raccontato una storia simile. Eravamo andati a trovare Dorotea Di Quarta, titolare della Martea di Monreale, in provincia di Palermo. Leggi la sua storia in questa pagina.

G.V.


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