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Il caso

“Il Prosecco fa male ai denti”. Attacco al vino italiano sui giornali della Gran Bretagna

30 Agosto 2017
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E' polemica in Gran Bretagna sul Prosecco dopo che su alcuni giornali, fra cui il Daily Mail e il Guardian, sono stati riportati pareri piuttosto vaghi di “esperti” secondo cui farebbe male ai denti a causa della sua elevata acidità. 

A lanciare quella che appare come una delle periodiche crociate anglosassoni contro i prodotti italiani è stato il Mail online, che ha raccolto le dichiarazioni di alcuni dentisti. Uno di loro è il professor Damien Walmsley, consulente scientifico della British Dental Association, che punta il dito contro il Prosecco per la presenza di anidride carbonica oltre agli zuccheri e all'alcol, che possono mettere a rischio i denti, “aumentando la sensibilità e il rischio di corrosione”. Anche il Guardian, con un commento a firma di Zoe Williams, ha discusso l'argomento ricordando come il vino frizzante sia da tempo diffusissimo nel Regno, in cui se ne bevono 40 milioni di litri ogni anno. I supermercati inoltre fanno a gara per offrire bottiglie a prezzi sempre più competitivi. Il quotidiano progressista arriva a elencare le ragioni per “evitare il Prosecco” partendo proprio dalla necessità di preservare il proprio sorriso. Parole che hanno indignato il portale italiano Londra Italia, secondo cui si tratta di una “fake news” promossa dalla lobby britannica della birra.

 “Credo che dopo la Brexit in Gran Bretagna ci sia bisogno di aiutare i cittadini a tornare a sorridere: assunto a dosi moderate, il nostro prosecco fa miracoli”. Scherza così la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, di fronte all'allarme lanciato dai quotidiani britannici. “Siamo molto orgogliosi che la nostra regione abbia dato il nome al prosecco e ne abbia sancito formalmente la qualità a livello internazionale. Anche se la vera rivoluzione introdotta dal prosecco è aver avvicinato al vino e alla sua cultura molte persone che assumevano bevande magari più alcoliche e meno buone, in tutto il mondo”.

Per Serracchiani, “il prosecco non teme strane campagne giornalistiche, che penso potranno solo aumentare curiosità e voglia di provare questo “bere italiano”. E da lì cominciare a esplorare un mondo di uve, profumi e sapori che questa vendemmia promette saranno eccezionali”. 

C.d.G.