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Pubblicato in Il caso il 03 Febbraio 2012
di C.d.G.

di Cristina Barbera

Era il 1999 quando a Enna si costituì il consorzio di tutela dell’Olio extravergine “Colline ennesi”.

La sensibilizzazione e l’incentivo economico arrivarono direttamente dalla provincia, furono coinvolte le associazioni di categoria e quelle dei produttori e si costituì il consorzio, la forma giuridica necessaria per poter chiedere al Ministero il riconoscimento Dop (denominazione di origine protetta). Fu presentata la documentazione necessaria al Ministero che iniziò così la fase istruttoria e la sottopose alla Commissione Economica Europea (che si occupa di verificare che siano rispettate tutte le condizioni). Superata questa prima fase, l’olio extravergine ottenne dal Disciplinare di protezione l'autorizzazione di possibile commercializzazione con norma transitoria del prodotto certificato con la denominazione Dop “Colline Ennesi” sul territorio nazionale, in attesa del riconoscimento definitivo.

Tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, però la Comunità Economica Europea invitò tutti gli stabilimenti a rivedere le richieste di riconoscimento di marchi di qualità, comprese quelle in fase di rilascio, quindi con norme transitorie, perché a modo loro c’erano nel territorio troppe richieste e troppi riconoscimenti rilasciati.

E, dopo aver riesaminato la documentazione presentata nel 1999, agli inizi del 2010, comunicò alle province di Enna e Caltanissetta la revoca del marchio transitorio. Naturalmente le due province subirono un grave danno sia a livello sciale che economico. I presidenti dei due consorzi andarono al Ministero per chiedere spiegazioni e come risposta ottennero che mancavano dei documenti nella richiesta iniziale, inoltre fu consigliato loro di unificare i due territori provinciali e rifare immediatamente la richiesta di un nuovo riconoscimento, per un’identità territoriale molto più grande asserendo che alcune produzioni olivicole della parte sud della provincia di Enna fossero molto simili a quelle della parte orientale della provincia di Caltanissetta. Pertanto, con una tipologia produttiva quasi uguale, il confine provinciale non identificava una diversa produttività. Trovato questo punto debole, non facilmente smontabile, giacché nessuno si occupò di provare a dimostrare scientificamente la diversità degli oli delle due province, il riconoscimento venne perso. Il vero motivo, naturalmente fu che la Sicilia era stata la regione che aveva registrato il maggior numero di prodotti di qualità e bisognava fare dei tagli e poiché quello di Enna era in fase transitoria fu rimosso.

L’attuale assessore provinciale all’Agricoltura, Marcello Melfa, in merito a ciò, fin dall’inizio del suo mandato, agosto 2010, si è interessato della vicenda e attualmente sta verificando tutti i percorsi necessari per risolvere tale questione. Fra i suoi obiettivi principali c’è quello di dare al consorzio, presieduto dall’architetto Salvatore Gugliara, che oggi conta circa quaranta soci, il giusto input “affinché acquisisca un’adeguata mentalità imprenditoriale per far sì che tutti i soggetti coinvolti possano trarne dei vantaggi”.


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