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Il caso

“Quel vino inganna i consumatori”: multa da 50 mila euro a Eataly di Oscar Farinetti

10 Maggio 2016
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Nel mirino dell’Antitrust alcuni vini prodotti dall’associazione Vino Libero

Veniva pubblicizzato come “senza solfiti”. In realtà conteneva diversi composti chimici, anche se ampiamente sotto i limiti di legge. Per questo Eataly dovrà pagare 50 mila euro di multa. 

Lo ha deciso l’Antitrust, dopo aver verificato che il gruppo di Oscar Farinetti ha messo in vendita, a partire da aprile 2014 (data a cui risale la segnalazione del Codacons) e almeno fino a gennaio 2016 alcuni vini prodotti dalle aziende aderenti all’Associazione Vino Libero “utilizzando un’etichetta recante la dicitura ‘Vino libero’ sui bollini adesivi apposti sulle bottiglie e sulla cartellonistica presente nei punti vendita”. Lo rivela la versione online de Il Fatto Quotidiano.
Secondo l’authority tale dicitura “lascerebbe intendere ai consumatori che i vini che si fregiano del marchio ‘Vino libero’ siano totalmente liberi da concimi chimici, da erbicidi e da solfiti. Invece, come indicato sul sito dell’associazione Vino Libero, si tratterebbe di vini “la cui dose massima di solfiti è inferiore almeno del 40% rispetto al limite previsto per legge”.

L’Antitrust ha pertanto invitato Eataly a “modificare sia la cartellonistica dedicata alla vendita di vini presente nei vari punti vendita, sia gli adesivi presenti sulle bottiglie”, integrandoli con la dicitura “libero da concimi di sintesi, libero da erbicidi, libero da almeno il 40% dei solfiti rispetto al limite previsto per legge”. L’Autorità per la concorrenza ha sanzionato anche l’Associazione Vino Libero e alle società Mirafiore (8 mila euro di sanzione) e Fontanafredda (5 mila euro di multa), responsabile della distribuzione dei vini aderenti al progetto Vino Libero e dei rapporti commerciali con Eataly.

Ma Fontanafredda, attraverso un comunicato si difende: “Pubblichiamo sul nostro sito le analisi realizzate da laboratori terzi e indipendenti sui prodotti. Senza contare che non c’è davvero nessun intento fraudolento, al punto che, come previsto per legge, sulle bottiglie di “Vino Libero” è riportata la dicitura Contiene Solforosa. Nell’articolo de Il Fatto ravvisiamo qualche stortura. All’atto pratico, dopo le segnalazioni e i rilievi dell’autorità abbiamo iniziato a modificare il materiale di comunicazione ritenuto non regolare, tanto che il provvedimento è arrivato quando in parte la situazione è già stata corretta. Nessuno ha mai sostenuto che i vini di “Vino Libero” fossero completamente liberi dalla solforosa. Noi andiamo avanti, è un progetto in cui crediamo molto, per la riduzione dell’uso di sostanze chimiche nella produzione di vino non è solo comunicazione, ma qualcosa che poi si riflette su prodotto finale”.

C.d.G.