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Il concorso

Una sfida… all’ultimo cappuccino: a Catania la competizione di latte art

04 Novembre 2021

Si chiama “The Barista smash” la gara di latte art, la tecnica di decorazione effettuata su cappuccini con la realizzazione di disegni e forme sulla superficie, organizzata per lunedì 15 novembre da Etna Roaster e Wonder Bean alla Fiera di Catania.

La competizione si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione di Rhs, Ristoro Hotel Sicilia, il salone specializzato del Sud Italia che da 16 anni è il punto di riferimento per tutte le aziende del mondo Horeca e che sarà in corso al centro Fiera Bicocca dal 14 al 17 novembre. Dalle 10 alle 16, dodici partecipanti, tra professionisti e amatori, si sfideranno in quella che si annuncia una gara all’ultimo cappuccino. “È la prima volta che organizziamo una gara di questo tipo e se ne sentiva proprio il bisogno – dice Sergio Barbagallo di Etna Roaster -. Era da tanto tempo che non ci cimentavamo in competizioni di latte art e così, con Alessio Vabres di Wonder Bean e in collaborazione con l’azienda Quamar che produce apparecchiature da bar, questa fiera ci è sembrata il luogo perfetto nel quale far convergere gli appassionati”.

Gli iscritti arriveranno da tutta la Sicilia e “sarà un momento di unione, un’occasione per rivedere vecchi amici, giovani che si stanno formando e che hanno tutte le intenzioni di portare la caffetteria ad alti livelli”. Ciascun concorrente dovrà presentare alla giuria di esperti due tazze di latte montato e versato in latte art con tecnica free pouring. I soggetti da riprodurre verranno sorteggiati tra i classici cuore, tulipano, corona, rosetta, cigno, vortice e tulipano a cinque elementi. “Fare un buon cappuccino è importantissimo – dice Barbagallo – ma farlo anche bello ha il suo valore aggiunto, come quando, al ristorante, si impiatta bene una portata. Siamo molto contenti perché registriamo un incremento della passione e dell’interesse nei confronti di questo mondo. È una passione che va coltivata con sacrifici e dedizione – conclude – e, per funzionare, deve sposarsi con un sano modello imprenditoriale”.

C.M.