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Pubblicato in Il personaggio il 29 Aprile 2019
di C.d.G.

A Trabia, in provincia di Palermo. Lo chef ha accettato la proposta di Lorenzo e Giuseppe Forello dopo l’esperienza di cinque anni al Gagini 


(Gioacchino Gaglio - ph Luca Tedesco)

di Stefania Petrotta

Se vi steste chiedendo dove trovare Gioacchino Gaglio, vi diamo la dritta. Come da suo carattere, infatti, lo chef non ha ancora pubblicizzato il nuovo progetto, se non per un unico accenno su Facebook nel quale, approfittando di un post di ringraziamento rivolto a chi gli aveva fatto gli auguri per il compleanno, informa i suoi “follower” di grosse novità in arrivo.

Noi siamo andati quindi a trovarlo al Castello Lanza Branciforte di Trabia, in provincia di Palermo, dove sta seguendo i lavori del nuovo ristorante che lo vedrà chef resident. Lo ritroviamo felice ed entusiasta e ci facciamo raccontare questo nuovo progetto. “Sono stato contattato da Lorenzo e Giuseppe Forello – racconta – che gestiscono questa ed altre strutture, nella zona e non solo, perché avevano avuto modo di provare i miei piatti al Gagini Social Restaurant di Palermo dove sono stato chef resident per 5 anni e ne erano rimasti talmente colpiti da volermi a tutti i costi coinvolgere nelle loro attività. A me è bastato arrivare qui in macchina per sentirne tutta la positività e capire che era il posto giusto in cui tracciare il mio nuovo percorso”.

Ed effettivamente il Castello Lanza Branciforte è un luogo di forte impatto estetico. La dimora storica si erge sul luogo in cui, nell’800 d.C. sorgeva la fortezza araba At Tarbiq e nel quale, secondo quanto riportato dallo storico arabo Al Idrisi, nel XII secolo sorgeva quello che probabilmente è stato il primo stabilimento per la produzione di pasta asciutta di grano duro (pare infatti che qui nascano gli spaghetti, chiamati allora "itrya"). Il castello si affaccia sulla costa con il suo giardino sul quale svetta la torre normanna. Fino ad ora utilizzato per lo più come location per matrimoni e ricevimenti, si appresta oggi ad affiancare a questa ttività una struttura ricettiva con 6 suite e un ristorante che sarà aperto al pubblico sotto la direzione appunto di Gioacchino Gaglio. “La famiglia Forello – prosegue lo chef – mi ha lasciato carta bianca su tutto. Sono coinvolto in prima persona nei lavori del ristorante, dalla progettazione alla scelta delle strumentazioni, fino ad arrivare al reclutamento del personale. Ho anche a disposizione uno spazio esterno in cui sto facendo piantare un orto con tutti i prodotti che mi possono occorrere in cucina ed è in cantiere anche la produzione di un olio nostro, grazie agli uliveti di famiglia che si trovano in territorio madonita”.

Il ristorante avrà 30-35 coperti e la cucina sarà quella che ben conosciamo di Gaglio, con un’impostazione fortemente legata alla cucina tradizionale, proponendo in particolare molte ricette del suo paese d’origine, Montelepre, sempre in provincia di Palermo, resa attuale attraverso l’uso delle tecniche acquisite durante i suoi tanti anni di esperienza professionale che lo hanno visto, dopo il corso superiore di cucina italiana presso l’Alma, nelle cucine di, solo per citare qualche nome, Uliassi a Senigallia (3 Stelle Michelin), Rossellinis a Ravello (ai tempi 2 Stelle Michelin), La Trompette a Londra (1 Stella Michelin). Il ristorante aprirà in autunno. Nel frattempo, oltre a seguirne i lavori, lo chef si occuperà di supervisionare gli impegni che la struttura ha già preso per l’estate. “Naturalmente anche in questo contesto cercherò di apportare il mio contributo attraverso la mia filosofia in cucina che da sempre è basata sulla volontà di far vivere un’emozione sensoriale a chi vi si accosta. Ecco perché dico sempre che nell’esperienza di un piatto è fondamentale che vengano coinvolti tutti e cinque i sensi, in un’armonia di colori, profumi e sapori”.


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