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Il personaggio

Il maestro gelatiere Cappadonia guarda al futuro: “Il 2020? Un ritorno ai gusti classici”

21 Gennaio 2020
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(Antonio Cappadonia – ph Vincenzo Ganci)

Antonio Cappadonia la passione per il suo lavoro ce l'ha messa sempre. Fin da quando ha iniziato la sua carriera a Cerda, piccolo paesino delle Madonie, in provincia di Palermo. 

Oggi Antonio gestisce due gelaterie a Palermo, dopo aver parecchio riflettuto sulla possibilità di aprire questi due locali lontano dalla sua amata Cerda. I risultati gli stanno dando ragione. Non solo perché è l'unica gelateria siciliana ad essere stata insignita dal Gambero Rosso con i tre coni, il massimo riconoscimento della guida alle gelaterie italiane (leggi qui >la classifica intera), ma anche perché il suo gelato è sempre più sulla “bocca” di tutti, è il caso di dirlo. Mentre il locale che si trova in corso Vittorio Emanuele è più frequentato dai turisti (siamo in piena Ztl, a due passi dalla Cattedrale), quello di piazzetta Bagnasco, l'ultimo nato in termini di tempo, ormai ha una sua clientela “aficionadas”. I palermitani sono sempre restii, secondo Antonio, a provare i nuovi gusti: “Sono tradizionalisti – spiega Cappadonia – Amano il pistacchio, la nocciola, il limone e il cioccolato. Sono pochi quelli che osano”. I turisti, invece, adorano le novità. E gli piace farsi guidare nella scelta dei gusti da assaggiare.

Ma qual è il segreto di Antonio? “Non c'è un vero e proprio segreto – dice – C'è una costante ricerca della perfezione, condita con tanta passione e tanti sacrifici”. Antonio lo sa bene cosa vuol dire fare sacrifici: “Stare nottate intere in laboratorio a provare e riprovare un gusto – spiega – Solo quelli perfetti, infatti possono lasciare il mio laboratorio. Io ho una mission: quella di valorizzare le materie prime che la natura mi mette a disposizione. Chi mi conosce lo sa: io non parlo mai di “km zero”, ma di “km buono”. Ecco perché è importante il rapporto di fiducia che ho instaurato con i miei fornitori”. Alla fine però, non nasconde la sua felicità per il successo ottenuto nella Guida: “Un risultato inaspettato – dice – Perché per me ogni anno è una prova da affrontare. Sono contento di trovarmi nell'olimpo dei migliori gelatieri italiani selezionati da una così autorevole guida. Un traguardo che, non nascondo, era molto ambito”. Una parentesi sulla differenza tra Nord e Sud in fatto di qualità di gelati: “Al Sud non siamo secondi a nessuno – dice Antonio – Perché ci sono così poche gelaterie meridionali che non hanno ottenuto risultati importanti? Bisognerebbe conoscere bene i criteri degli ispettori del Gambero Rosso. Da consumatore, dico che spesso in gelaterie premiate con due o tre coni non ho trovato la qualità che mi aspettavo. Così come in quelle premiate con un cono, sono rimasto positivamente sorpreso. Ma i risultati vanno accettati”.

Il 2020 è iniziato da poco. E Antonio è già sul “piede di guerra” per affrontare al meglio questa importante annata: “Stiamo selezionando i maestri gelatieri che parteciperanno al prossimo Sherbeth Festival – dice – Poi penso anche al mio brand. Credo che il 2020 sarà l'anno del ritorno ai gusti classici. Io sto lavorando alla vaniglia, allo zabaione, ma anche su una crema fatta come Dio comanda. Oltre a tante novità più particolari che svelerò pian piano. E poi ho un sogno. Quello di riaprire un negozio nella mia Cerda. I miei cittadini me lo hanno chiesto tantissime volte. Vedremo”. 

G.V.