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Pubblicato in Il premio il 30 Settembre 2017
di C.d.G.


(Accursio Lotà)

Si chiama Accursio Lotà, ha 32 anni, è californiano, ma di origini siciliane ed è il nuovo "Campione del mondo della pasta". Ieri a Parma si è conclusa la tre giorni del Barilla pasta world championship, che ha incoronato lo chef del ristorante Solare di San Diego e i suoi Spaghetti alla carbonara di mare.

A sfidarsi ai fornelli a "colpi di pasta"; 19 chef under 35 provenienti da quindici Paesi e quattro continenti, con l’obiettivo di raccontare il futuro e i trend di questo alimento sempre più diffuso: la sua produzione è aumentata di oltre il 57% negli ultimi 15 anni. "Questo evento è nato per celebrare la pasta e la sua grande versatilità — ha detto al Corriere Paolo Barilla, vicepresidente dell’omonimo Gruppo —, la sua capacità di adattarsi a culture e società molto diverse tra loro, senza perdere la propria identità". E così, fra cotture alternative e contaminazioni, ogni piatto in gara si è dimostrato un incontro tra tecniche italiane e sapori del Paese per cui è stato pensato, come i Rigatoni caldi con ceviche di scampi del cinese Leon Li, il cui gusto gioca sul contrasto tra caldo e freddo, o il ragù alla napoletana del nordamericano Connor Gabbot, preparato con carne di cinghiale selvaggio canadese, oppure ancora il sapore agrodolce della ricetta del turco Tolgar Mireli: delle linguine con crema di spinaci e rossi d’uovo di quaglia confit.

Giuria stellata per l'occasione con Matteo Baronetto, Caterina Ceraudo, Lorenzo Cogo, Alfio Ghezzi e Roberto Rossi, affiancati dalla storica dell’alimentazione Francine Segan e lo scrittore anglo-canadese Tom Rachman. Nella finale è stato lo chef italo-americano a conquistare i giurati, avendo la meglio sull’israeliano Omir Cohen e il giapponese Keita Yuge.

Lotà è nato a Menfi, in provincia di Agrigento. Prima di trasferirsi a San Diego a 22 anni, ha lavorato a Milano con Sergio Mei al ristorante del Four Season Hotel. In California si è fatto strada arrivando ad avere tra i suoi clienti anche l’allora presidente Barack Obama e collezionando premi: per tre anni, dal 2015 a oggi, è stato eletto "Best Chef di San Diego". A portarlo alla vittoria a Parma sono stati i suoi Spaghetti alla carbonara di mare, la rivisitazione di una delle ricette più discusse e imitate del mondo. Con Lotà il piatto classico della cucina romana si è trasformato in un omaggio ai sapori della Sicilia: la base è un carpaccio di ricciola e la finitura dei gamberi rossi di Mazara. Nel mezzo gli spaghetti, mantecati con uova di salmone marinate, bottarga di tonno, uova di riccio e caviale Osetra, così da restituire al palato la sensazione densa e avvolgente della carbonara classica. Nel piatto trova spazio anche il grasso del guanciale, usato per scottare le capesante. E per concludere e dare freschezza c’è una nota agrumata: delle zeste di mandarino.

C.d.G.


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