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Pubblicato in Il premio il 18 Novembre2022
Eugenio, Emanuele, Riccardo e Carlo Preve

di Michele Pizzillo

Su 10 aziende che hanno conquistato il prestigioso “Premio EY L’Imprenditore dell’Anno”, 4 rappresentano il settore agroalimentare.

Infatti, nel corso della cerimonia di premiazione – a Milano, nella sede della Borsa Italiana - della XXV edizione di questo prestigioso riconoscimento ideato da EY riservato a imprenditori italiani alla guida di aziende con un fatturato di almeno 40 milioni di euro, che sono riuscite a rinnovarsi contribuendo in modo significativo alla crescita economica, ambientale e sociale del Paese, dimostrando coraggio, innovazione e trasformazione in un periodo caratterizzato da importanti sfide e continui cambiamenti, sul palco sono saliti personalità come Matteo Bruno Lunelli, Amministratore Delegato del Gruppo Lunelli, che è il “Vincitore Nazionale della XXV edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno” per l’impegno nel portare l’eccellenza italiana in tutto il mondo, affrontando il percorso di crescita di un’impresa familiare e radicata nel territorio, con coraggio e costante impegno nella ricerca della qualità e della cura per il dettaglio, valorizzando al meglio i talenti, tra tradizione, innovazione e sostenibilità.

(Maria Luisa, Patrizio e Marco Podini)

Per la categoria “Consumer & Retail” sono stati premiati in tre, gli altoatesini Patrizio, Maria Luisa e Marco Podini, rispettivamente Fondatore e Presidente, Vice Presidente e Amministratore Delegato, Vice Presidente, di MD Spa “per la determinazione che li ha portati a essere pionieri e artefici del cambiamento in un settore fortemente consolidato, credendo costantemente nel loro nuovo modello di business così da riuscire ad imporsi come uno dei principali player a livello nazionale nel settore della grande distribuzione moderna”. Per la categoria “Food & Beverage” premiati salgono a 4 e cioè, i lombardi Carlo, Emanuele, Eugenio e Riccardo Preve di Riso Gallo Spa “per l’impegno di una famiglia che, da più di 160 anni, diffonde la cultura del cibo italiano nel mondo; un’eccellenza del Made in Italy che presta particolare e continua attenzione al tema della sostenibilità ambientale”. Per il “Premio Speciale Made in Italy”, la giuria incaricata di selezionare i vincitori ha scelto Dominga Cotarella, Founder Accademia Intrecci e Ceo di Famiglia Cotarella Srl. per il progetto Intrecci “per l’impegno nell’ideazione e attuazione di un progetto innovativo dedicato alla formazione dei giovani, attraverso la promozione a livello nazionale e internazionale, delle eccellenze territoriali e culturali del nostro Paese nel settore hospitality.” Alle 4 aziende fortemente legate alla filiera agroalimentare, potremmo aggiungere anche il “Premio Family Business”, assegnato alla veneta Katia Da Ros, Executive Vice President di Irinox Spa. “per il coraggio, l’entusiasmo e la visione strategica dimostrate nella conduzione di un business familiare, che hanno guidato la crescita di una realtà locale trasformandola in un’azienda pioniera, innovatrice e leader a livello internazionale” nella produzione di abbattitori rapidi di temperatura.

(Dominga Cotarella)

Gli altri premiati sono, per “Fashion & Design”, il veneto Fabio Campagnolo, Ceo di Fratelli Campagnolo Spa. Per il “Premio Logistic & Mobility” il genovese Gregorio Gavarone, Executive President di Rimorchiatori Riuniti Spa, “per la continuità e la resilienza nel condurre abilmente il proprio business in un settore altamente strategico per l’economia del nostro Paese”. Per il “Premio Manufacturing” è stato scelto il messinese Carmelo Giuffrè, Fondatore e Presidente di Irritec Spa, che con “lungimiranza e visione pioneristica, ha creduto fin dall’inizio negli obiettivi imprenditoriali legati all’innovazione di prodotto e processo con un attenzione particolare alla sostenibilità, assumendosi in un contesto sfidante e in grande crescita il rischio di questa scelta estremamente innovativa”. Per la categoria “Future Unicorn” la giuria ha assegnato il premio a Giorgio Tinacci, Ceo di Casavo Management Spa. Per il Premio Startup è stata scelta la napoletana Danila De Stefano, Ceo & Founder di Unobravo S.r.l. Società Benefit, “per la passione profusa nell’avvio di un’impresa innovativa che in soli tre anni è riuscita ad emergere a livello nazionale, sfruttando la propria tecnologia rivoluzionaria in chiave di accessibilità e sostenibilità, erogando un servizio tailor-made per riuscire a risolvere i bisogni delle persone attraverso una soluzione digitale”. A questo punto Massimo Antonelli, Ceo di EY in Italia e di EY Europe West, dichiara che “stiamo affrontando un anno particolarmente complesso e, proprio quando ci apprestavamo a uscire dall'emergenza pandemica, la crisi geopolitica e le conseguenze economiche hanno ulteriormente complicato la congiuntura internazionale e del Paese. Le previsioni di EY sul tema indicano per l'Italia una crescita del PIL reale del 3,6% nel 2022 e dello 0,5% nel 2023, mentre l'inflazione dovrebbe passare dal 7,9% del 2022 al 6,4% del 2023. Siamo dunque di fronte a un cambio di paradigma, senza garanzie di linearità o continuità. Ma il futuro non è scritto e osserviamo come le aziende, le persone e il Paese siano state in grado non solamente di accelerare ma di far propria la trasformazione. Tutti questi temi hanno un impatto determinante sulle persone e sul tessuto imprenditoriale che, mai come in questi ultimi anni, ha saputo dimostrare un eccezionale spirito di coraggio affiancato da una capacità unica di innovarsi e trasformarsi che oggi, in occasione della 25esima edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno, siamo qui per raccontare e celebrare”.

(Matteo Lunelli)

E, infatti, Matteo Bruno Lunelli, Amministratore Delegato di un gruppo che comprende realtà come Ferrari Trento, grappa Segnana, acqua minerale Surgiva, vini di Tenute Lunelli, Prosecco Bisol1542 e l’iconica cedrata Tassoni è convinto che con l’obiettivo di creare un polo di eccellenza italiana nel settore del beverage di alta gamma, si evidenzia che “questo premio rappresenta prima di tutto un riconoscimento della passione, della dedizione e del talento di tutte le donne e gli uomini del Gruppo Lunelli. È il frutto di una storia di 120 anni costellati di successi per l’azienda e per il sottoscritto di 20 anni di lavoro molto intensi e impegnativi ma anche bellissimi e ricchi di soddisfazioni. Lo dedico alle persone che mi supportano ogni giorno: a mia moglie che mi dona sempre il suo sostegno, a tutta la mia famiglia che mi ha sempre dato grande fiducia e ai nostri collaboratori che con noi condividono la medesima passione e valori comuni. Il nostro Gruppo vuole essere ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo e il suo successo è legato proprio alla fedeltà ad alcuni valori: la ricerca dell’eccellenza in ogni dettaglio, il forte legame con il territorio e una visione d’impresa che opera in armonia con l’ambiente, in sintonia con il territorio e mettendo le persone al centro”.

(Massimo Antonelli)

D’altronde Massimiliano Vercellotti, Responsabile del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno, è convinto che “nonostante uno scenario internazionale straordinariamente complesso, le imprenditrici e gli imprenditori italiani, ogni giorno affrontano sfide trasformandole in opportunità di crescita grazie al proprio coraggio, capacità di innovazione e di trasformazione. E, quest’anno il Premio EY L’Imprenditore dell’Anno assume un significato ancora più speciale perché ha raccontato un pezzo della storia imprenditoriale italiana e che ancora oggi, dopo anni segnati dalla pandemia e dall’attuale crisi geopolitica, racconta di imprese, consolidate o emergenti, che stanno dimostrando la propria eccellenza, resilienza e capacità di trasformazione”.

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