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Pubblicato in Il premio il 17 Gennaio 2012
di C.d.G.


Da sx prima fila Eric Vandeville, Tatiana Covor, Gina Marques, Jacek Palasinsky, Veronika Crecelius, MiIica Ostojic, Jurgita Jurkevicinie.
 Da sx sopra Kirstin Hausen, Roberta Marchese Aragona, Alfredo Tesio, Dario Cartabellotta

Una Sicilia che affascina e fa sognare oltre confine quella raccontata dai giornalisti stranieri che ieri hanno ricevuto il premio internazionale Sicilia Terra Mediterranea patrocinato dall’Istituto Regionale Vini e Olii di Sicilia.

Nella cornice dell’Hotel Piazza Borsa di Palermo, alla presenza dei produttori del vino e dei componenti della giuria, si sono riuniti ambasciatori privilegiati provenienti da Romania, Polonia, Brasile, Lituania, Serbia, Germania, Francia, appartenenti alla stampa, alla tv e alla radio, al web, osservatori sensibili che hanno saputo cogliere le specificità dell’Isola e saputo trasmetterla attraverso i volti e i paesaggi del vino. A loro è stato riconosciuto il contributo nell’esportare il brand Sicilia nel mondo.


“I riconoscimenti attribuiti hanno premiato quei valori che sono riusciti a diffondere l’essenza e l’identità della Sicilia del vino – ha dichiarato il direttore dell’Irvos Dario Cartabellotta -, smontando quella visione stereotipata con cui questa terra purtroppo è famosa nel mondo”. Per il presidente di Providi, Leonardo Agueci, il modo migliore per promuovere la Sicilia negli altri Paesi è proprio farla raccontare agli altri: “Chi viene da fuori può raccontarla al meglio, nel modo più semplice, sincero e senza retorica, cogliendo gli aspetti più significativi e veritieri. E’ importante avere ambasciatori di questo tipo, sono importanti allo stesso livello delle operazioni commerciali. Anzi è il primo passo verso la commercializzazione”. Presente alla premiazione anche Antonio Rallo, presidente di Assovini Sicilia: "Quello che si deve comunicare della Sicilia è quello che sappiamo fare. Lo fa la stampa estera e lo dobbiamo fare anche noi. La promozione è importante ma deve vedere tutti insieme partecipare in questo, i protagonisti in primis, purtroppo questo si scontra con il carattere dei siciliani che a volte è chiuso e guarda al proprio". 

 


Momento in sala durante la premiazione



Sono infatti altri gli aspetti che hanno incantato questi ambasciatori privilegiati. 


Come ha detto Tatiana Covor, la giornalista rumena premiata corrispondente dall’Italia per il quotidiano Journalul National. “Mi ha colpito la storia, la cultura, le epoche che stanno dietro a questo territorio e che sta dietro al vino. Qui ho visto uomini che non fanno il vino per produrre vino o per vendere vino, si fa perché c’è un legame che viene tramandato da padre in figlio, c’è orgoglio, una necessità di riscoprire, di recuperare la propria identità. I territori che mi hanno stregata sono Pantelleria e Siracusa. Il vino che si produce a Pantelleria ha una sua unicità, talmente ricco di storia, lo definirei una spremuta di storia. Difficile da raccontare. La Sicilia tutta ha una sua personalità, qui non si fa un vino più o meno buono, ma si parla di individualità, i siciliani sono riusciti a far cambiare nel mondo l’idea di quantità. Per me è una terra straordinaria. E se dovessi descriverla a qualcuno che ancora non vi è stato potrei solo dire: vai. Perché solo andando la si può capire”.

 


Leonardo Agueci premia Milica Ostojic


 
La Sicilia raccontata dalla penna di Veronika Crecelius, firma di punta della rivista Weinwirtschaft è invece una Sicilia in fermento. “Girando per l’Isola ho trovato una nuova energia. Non è solo il territorio dell’Etna, ma ci sono molti posti dove vedo che si sta sviluppando un nuovo nucleo di identità. Come nella zona del Cerasuolo di Vittoria, che ha una storia antichissima. I bianchi li trovo poi sempre migliori, e poi vedo che le potenzialità di nuovi progetti e miglioramento della qualità ora che c’è la Doc Sicilia, anche se da pochi giorni operativa. In Sicilia trovo sempre qualcosa di nuovo. Però non è una terra omogenea. Ci sono bravissimi viticultori che non è detto siano bravi produttori. Poi nel mondo ha tutte le chance per competere, ha massa critica, ha eccellenza”.
 


Dario Cartabellotta premia Jacek Polasinski



Per Jacek Polasinski, figura storica del giornalismo televisivo in Polonia e che ha realizzato un reportage sulla Sicilia, la definisce una “terra splendida” ma che ancora deve fare strada nella commercializzazione e nel marketing. “Pochi posti al mondo sono come la Sicilia, forse solo la Terra Santa e qualche piccola città greca. Straordinaria, qui ogni civiltà che è passata ha lasciato traccia e ha lasciato amore. Questo amore lo si trova in ogni vite, in ogni cespuglio. La scoperta più importante che ho fatto venendo qua sono gli uomini e le donne che fanno il vino. Dietro al vino si fa un discorso storico, culturale, sociale. In questo mondo di schifo, dove l’uomo è stato ridotto ad un essere piccolo ed insignificante, in questo mondo dove c’è crisi economica e di valori, c’è questa Sicilia dove invece viene data attenzione alle persone, cosa che si è persa negli altri angoli d’Europa. Un solo difetto ha la Sicilia del vino, dal punto di vista commerciale e imprenditoriale, peccano nel non sapere fare sistema. In Polonia devo vedere negli scaffali vini spagnoli o vini del Trentino perché lì consorzi o produttori si sono messi insieme nella commercializzazione. I produttori siciliani ancora non hanno capacità di fare marketing. Non hanno capito che fare sistema conviene a tutti”.
 
A ricevere il premio sono stati anche la serba Milica Ostojic e la lituana Jurgita Jukevicine per la categoria quotidiani e periodici. Kirstin Hausen per il reportage radiofonico condotti sulla radio Westdeutscher Rundfunk, Gina de Azevedo Marques corrispondente per la Globo News e il fotografo francese Eric Vandeville.


Foto di Giulio Mariottini e Giuseppe Nasca

C.d.G. 


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