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Pubblicato in Il premio
Fabrizia Meroi, Caterina Ceraudo e Martina Caruso

di Michele Pizzillo

Ed anche uno degli appuntamenti più attesi nel mondo della ristorazione sarà solo virtuale.

Così, per assistere alla proclamazione della vincitrice del Premio Michelin Chef Donna 2020, promosso da Veuve Clicquot, bisognerà andare sulle pagine Facebook di Michelin e Veuve Clicquot, dove mercoledì 9, alle ore 18, la conduttrice della serata, la giornalista Margo Schachter, attorniata da Carlo Boschi, senior brand manager di Veuve Clicquot Italia e Marco Do, direttore comunicazione di Michelin Italia, scandirà il nome della chef che si aggiungerà alle vincitrice delle tre precedenti edizioni di questo importante premio e, cioè, Martina Caruso del ristorante Signum di Salina, Fabrizia Meroi del ristorante Laite di Sappada e Caterina Ceraudo, del ristorante Dattoli di Strongoli.

Il premio, com’è noto, è finalizzato a celebrare l’eccellenza femminile nella ristorazione e secondo i valori (audacia, determinazione, intraprendenza, savoir-faire) che nel 2016 hanno portato alla creazione, da parte della grande Maison francese, di Atelier des Grandes Dames, network che sostiene tutte le potenzialità del talento femminile nell’alta ristorazione per far sì che le donne prendano consapevolezza della fondamentale importanza del loro approccio al mondo dell’alta cucina. Insomma, che abbiano alle spalle un sistema in grado di sostenerle e che ne riconosca l’abilità nel giostrarsi tra la vita da imprenditrici creative e la vita da donne, con tutto ciò che ne deriva. Il progetto Atelier des Grandes Dames vuole dare vita a un sistema virtuoso che faccia conoscere al mondo, e soprattutto alle giovani donne che vogliono intraprendere questo percorso, che anche una donna può vivere la propria vita ed essere, allo stesso tempo, fonte creativa di ispirazione e meraviglia. Anche perché, secondo Veuve Clicquot “le donne chef sono precise e organizzate, eleganti e creative, delicate e leggere. Sanno essere determinate e attente, sanno prendersi cura degli altri, nutrire e coccolare come mamme, ma sanno anche affermare la loro personalità senza timore, eredi di un archetipo di donna e madre cuciniera”.

Tutta questa attenzione per la donna da parte di Veuve Clicquot risale a due secoli fa. Quando, nel 1805, a 27 anni, Barbe-Nicole Ponsardin rimase vedova di Francois Clicquot, figlio del fondatore della Maison, Philippe e da donna determinata e coraggiosa, accettò la sfida di portare avanti la gestione della proprietà di famiglia, diventando una delle prime donne imprenditrici dei tempi moderni. Sotto la sua guida la Maison Clicquot oltre ad innovare la produzione di Champagne, divenne anche la cantina più importante e Madame Clicquot si conquistò l’appellativo di La Grande Dame de la Champagne.

Ed ecco spiegato l’interesse della grande Maison per la donna chef e la creazione dell’Atelier des Grandes Dames che annovera, fra l’altro, chef come Martina Caruso dell’Hotel Signum di Salina, Caterina Ceraudo del ristorante Dattilo di Strongoli, Maria Cicorella del Ristorante Pasha di Conversano, Tina Cosenza del Ristorante Teresa di Genova Pegli, Iside de Cesare de La Parolina di Trevinano, Michelina Fischetti di Oasis-Sapori Antichi di Vallesaccarda, Giuliana Germiniasi del Ristorante Capriccio di Manerba del Garda, Antonia Klugmann de L’Argine a Vencò di Dolegna del Collio, Katia Maccari de I Salotti del Patriarca di Chiusi, Solaika Marrocco di Primo Restaurant di Lecce, Isa Mazzocchi de La Palta di Borgonovo Val Tidone, Aurora Mazzucchelli del Ristorante Marconi di Sasso Marconi, Fabrizia Meroi del Ristorante Laite di Sappada, Anna Tuti del Castello di Trussio dell’Aquila d’Oro di Dolegna del Collio, Marianna Vitale di Sud Ristorante di Quarto e Mara Zanetti dell’Osteria da Fiore di Venezia.

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