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Pubblicato in Il prodotto il 27 Maggio2020

Si chiama The Bartender’s Signature il progetto presentato da Ivv e dedicato alla mixology d’autore.

Quando si parla di "arte della miscelazione", ci si muove in un territorio dove non esiste una sola verità e dove la varietà di opinioni è una ricchezza e uno stimolo. Il progetto di Ivv, dunque, vuole dare spazio non a una sola persona, ma a più protagonisti del bere miscelato e di livello internazionale. The Bartender’s Signature è un progetto con cui, sotto la direzione tecnica di Thomas Martini bartender manager del celeberrimo Harry’s Bar di Firenze, Ivv seleziona bartender di fama internazionale e con loro sviluppa uno o più bicchieri da cocktail che siano espressione del loro gusto, delle loro specialità e delle loro esigenze professionali, sia nella forma che nelle dimensioni. Nasce, così, una serie di bicchieri esclusivi Ivv, pensati da protagonisti del panorama internazionale del bartendering professionale sia come strumenti di lavoro per i barmen professionisti, che come oggetti da regalarsi o regalare nella vita privata. Le prime creazioni sono quelle di Thomas Martini, Italia; Alessandro Palazzi, Inghilterra; Vladimir Zhuravlev, Russia; Shuichi Nagatomo, Giappone.

Ecco la serie

Conte Camillo 1919


Thomas Martini dedica il suo bicchiere ad uno dei pochi cocktail davvero "must" dell’intera cosmogonia miscelatoria, il Negroni, nato a Firenze, nel 1919, e lo fa proprio nell’anno del suo centenario. Il cocktail Negroni fu creato dal Conte Camillo Negroni, mentre si trovava al Caffè Casoni (poi diventato Giacosa) di Firenze. Stanco del solito Americano, chiese al barman di aggiungere una parte di gin al vermouth e al bitter con cui si prepara l’Americano. E fu subito un successo. Thomas Martini dal 2013 è bar manager del celebre Harry’s Bar di Firenze, attivo nel campo del bartendering dal 1991. Tra gli altri incarichi, è stato barman presso il St. George Hotel e l’Hotel De Russiè di Roma; primo barman presso l’Hotel Bernini Palace, Firenze; secondo barman presso il Grand Hotel Cristallo, Cortina D’Ampezzo; bar manager presso il Grand Hotel Palazzo, Livorno; bar manager presso il Grand Hotel Principe di Piemonte, Viareggio.

The Double Cocktail Cup


Vladimir Zhuralev firma un bicchiere dall’intramontabile eleganza, un passe-partout della mixology, utilizzabile per una grande varietà di cocktail, la coppa da cocktail doppia, dalla morbida forma arrotondata e dallo stelo lavorato. E lo personalizza apponendoci l’immagine di un gallo, la cui coda è da sempre sinonimo visivo del cocktail da bere (dall’inglese cocktail = coda di gallo). Classe ‘66, Vladimir Zhuravlev è un’icona del bartendering russo. E’ fondatore del Clubaratoty di Mosca, ma considerarlo un bar manager non renderebbe onore alla sua classe. E’ un esperto di cocktails a 360°, ha lavorato nei locali russi più rinomati, conosciuto in tutto il mondo come grande cultore della mixology e dei drink russi del passato. E’ fondatore della Bartender Brothers, una delle più famose associazioni russe per barman.

The Martini Cup


Alessandro Palazzi sceglie la classica coppa da cocktail singola e decide di presentarla in due varianti: una con l’effetto givray, che la ricopre tutta, come se fosse stata appena passata in freezer, tranne una piccola parte che permette di intravedere l’eventuale guarnizione inserita all’interno del bicchiere. L’altra che si caratterizza per la scritta apposta sul piede, "Let it dry": un chiaro riferimento al modo in cui deve essere preparato il cocktail in cui Alessandro Palazzi è specializzato, il Martini Cocktail e la sua variante Vesper, la cui paternità è attribuita a James Bond. Alessandro Palazzi è Head Bartender al Dukes Bar, nell’esclusivo Dukes Hotel di Londra, dove inizia nel 2007. Calca le scene del bartendering internazionale da molto tempo. E’ famoso per i suoi Martini Cocktail e per aver ridato lustro al Vesper, variante del cocktail martini inventata da James Bond, agente 007, in Casinò Royale, primo libro della saga a lui dedicata dal suo autore, Ian Fleming. Best Bar manager 2005 per la rivista Class, vince il premio Imbibe Personality of the Year nel 2018.

Wabi-Sabi


In onore della sua terra, Shuichi Nagatomo, dedica i suoi due bicchieri all’ineffabile arte figurativa giapponese, elegante, fine e raffinata. Un leggero ramage di pesco abbraccia dolcemente i due bicchieri di Shuichi, un old fashioned e un highball, pensati per accogliere una vasta tipologia di cocktail: dai before-dinner agli after-dinner, dagli short drink ai long-drink. Shuichi Nagatomo, bar manager dal 1992, lavora all’Osier Bar di Tokyo fino al 1996, che lascia per aprire il suo primo locale di proprietà, il Bar Oscar, cui poi seguiranno il Bar Palme d’Or nel 2004 e il Seven Seas Bar nel 2009, a Fukuoka in Giappone. E’ direttore della Professional Bartenders Organization (Pbo) e della Cocktail Communication Society (Ccs).

C.d.G.

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