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Pubblicato in Il vino della settimana il 02 Marzo 2019
di Fabrizio Carrera

di Federico Latteri

La tenuta del Castello di Montepò è una grande proprietà che si estende per 500 ettari nel comune di Scansano, piccolo centro situato nel cuore della Maremma Toscana. 

Appartiene a Jacopo Biondi Santi, prosecutore della tradizione di una famiglia che occupa un posto di assoluto rilievo tra i nomi che hanno fatto la storia del vino italiano. Tancredi e Franco Biondi Santi, rispettivamente nonno e padre di Jacopo, hanno portato il Brunello di Montalcino ai vertici del panorama mondiale con i loro vini della tenuta del Greppo, vere e proprie icone, oggetti di culto per gli appassionati di tutto il mondo e per gli addetti ai lavori.


(Jacopo Biondi Santi)



Non solo qualità assoluta, ma anche prestigio, ricercatezza e unicità che oggi contraddistinguono un intero territorio. Il progetto di Jacopo a Montepò porta con sé questa grande eredità, perfettamente coniugata con una visione moderna che si avvale di strumenti scientifici finalizzati alla profonda comprensione del territorio e della sua influenza sulla crescita della vite e sulle caratteristiche del prodotto finale.


(Castello di Montepò)

Qui è stato realizzato uno studio molto complesso mediante il quale si è arrivati alla perfetta conoscenza di ogni singola piccola area dal punto di vista microclimatico e pedologico. Il primo vino è stato prodotto con la vendemmia 1991. Si tratta del Sassoalloro, un sangiovese in purezza. Successivamente sono state fatte altre etichette: lo Schidione, nel 1993, blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, poi il Montepaone e il Morione, da vitigni internazionali in purezza e i vini della Docg nella quale ricade l’azienda, il Morellino di Scansano e la sua versione Riserva.

Oggi gli ettari vitati sono 50 per una produzione annua di 390 mila bottiglie. Degustiamo il Sassoalloro 2015, il rosso che rappresenta un classico dell’azienda, la quota numericamente più importante, pari a poco meno di due terzi dell’intera produzione. Le uve sono le stesse del famosissimo Brunello, Sangiovese Grosso BBS-11 (Brunello Biondi Santi clone n.11). Provengono da vigneti di età compresa tra 15 e 25 anni piantati su un terreno di galestro a larga tessitura ad altitudini comprese tra 300 e 450 metri sul livello del mare, con esposizione ovest e sud ovest.

Il vino matura per 14 mesi in barrique di rovere non tostato delle foreste di Troncais. Versato nel calice, offre un colore rosso rubino scuro abbastanza carico. Ha buona intensità e nitidezza di profumi con amarena, fragoline di bosco, gelsi neri, un tocco floreale di viola e fini sentori di spezie dolci. Al palato riscontriamo una buona freschezza, intensità gustativa con grande presenza di frutto, ottima struttura ed equilibrio. Di qualità i tannini, fitti e vellutati e lungo il finale che si caratterizza per le piacevoli note di piccoli frutti. E’ un prodotto decisamente ben fatto che riesce ad essere ricco e completo, mantenendo una grande bevibilità. Inoltre, viene realizzato con una tiratura di un certo numero di bottiglie, cosa non comune per vini di questo livello. Può essere conservato in cantina per diversi anni. Si abbina bene agli arrosti di carne e ai formaggi, sia a media che a lunga stagionatura. 

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Jacopo Biondi Santi – Castello di Montepò
Località Montepò, Pancole - Scansano (Gr)
t. +39 0564 580231
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.biondisantimontepo.com

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