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Pubblicato in Il vino della settimana il 12 Giugno2021

di Federico Latteri

Ci troviamo nel cuore delle Marche.

In particolare nel comune di Cartoceto, in provincia di Pesaro Urbino. Qui si trova l'azienda agricola proprio nella zona in cui scorre il fiume Metauro che ha dedicato il suo nome al territorio del vino. La storia dell'azienda inizia nel 1998, quando Roberto, già da anni nel settore agricolo, decide di acquistare un appezzamento e farsi da sé. La cantina è stata appositamente realizzata ed è dotata di tecnologie all'avanguardia.

Ai pochi vigneti e uliveti già presenti, si aggiungono vigneti di nuovo impianto, ispirandosi ai vitigni storicamente presenti, ovvero il Bianchello del Metauro e il Sangiovese dal cannello lungo per un totale di 50 ettari. I vini dell'azienda raccontano il terroir nelle versioni bianco, rosso e spumante. I bianchi sono Bianchelli del Metauro; i rossi Colli Pesaresi Sangiovese, anche due tipologie Riserva, con un invecchiamento in barrique che aiuta il Sangiovese a manifestare tutto il suo temperamento. Lo spumante, invece, ottenuto da cuveè di uve Bianchello e Verdicchio con un processo di rifermentazione in autoclave. Nel 2014 la scelta di coltivare la vigna in biologico. Tra le referenze sono stati inseriti nuovi vini provenienti da uve Pinot Nero coltivate in una zona ad alta vocazione, il San Bartolo. Viene prodotto sia in purezza vinificato in rosso, anche in versione Riserva, vinificato in bianco, ma anche nello Spumante Metodo Classico il cui vino non poteva non essere dedicato al padre Giulio (per gli amici Carlo) per la sua costante e determinante presenza.

Degustiamo il Bianchello del Metauro Doc Superiore Rocho 2019, un vino che nasce dalla convinzione che è possibile fare qualcosa di importante partendo da un vitigno autoctono le cui potenzialità sono ancora in parte da scoprire. E' ottenuto da uve Biancame (detto anche Bianchello) in purezza provenienti da vigneti esposti a Sud Ovest che si estendono per 3 ettari nel territorio di Ripalta, frazione di Cartoceto, ad un'altitudine media di 300 metri sul livello del mare. Le viti hanno circa cinquant'anni di età e crescono su un terreno argilloso-siliceo. Il sistema di allevamento utilizzato è il guyot con rese che si attestano intorno ai 70 quintali per ettaro. La vendemmia viene effettuata manualmente in più passaggi durante la prima decade di ottobre. La vinificazione è in bianco con selezione di pressa di prima scelta. Il 30 per cento del vino matura in tonneau per 12 mesi, mentre l'altro 70 per cento resta in acciaio. Prima dell'immissione in commercio è previsto un periodo di affinamento in bottiglia di altri 12 mesi.

Versato nel calice, il Rocho 2019 offre un colore giallo paglierino intenso e brillante. Segue un naso fatto di profumi di frutta come la mela e la pesca bianca, fiori di campo, un tocco agrumato e un cenno fumè. In bocca è piacevolmente mobido, ben strutturato, ma anche dotato di buona freschezza e di un gusto pieno ed equilibrato. Lungo e sapido il finale. E' un bianco ben pensato e riuscito nel quale la consistenza incontra la salinità, regalandoci un'interessante esperienza sensoriale. Da bere con la cucina di mare a trecentosessanta gradi: antipasti a base di molluschi e crostacei, primi piatti o pesci al forno saporiti, giusto per fare alcuni esempi.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Roberto Lucarelli
Via Piana, 20 - località Ripalta
Cartoceto (Pu)
T. 0721 893019
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.roberto-lucarelli.com

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