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Pubblicato in Il vino della settimana il 11 Luglio 2020
di Giorgio Vaiana

di Federico Latteri

Siamo in piena Franciacorta. Qui c'è una famiglia che è da sempre legata al territorio franciacortino. Si tratta della famiglia Muratori.

E Villa Crespia è il simbolo dell'unione fra questa famiglia e il territorio. Qui si è sempre fatto vino con uve coltivate nei vigneti di proprietà. Vigneti che si trovano in ciascuna delle sei unità vocazionali della Franciacorta. Ogni vigneto è stato studiato e piantato con l'obiettivo di rappresentare la variabilità pedoclimatica del territorio franciacortino, con vitigni e cloni specifici, viti sino a 350 metri sul livello del mare ed esposizione anche a Nord verso il Lago d’Iseo.

(La famiglia Muratori)

Sono circa 55 gli ettari per 300 mila bottiglie prodotte in dieci gamme. Le varietà coltivate sono il Pinot Nero e lo Chardonnay tutte in biologico. Si lavora con la natura e la sfida è quella di comprenderla al massimo, anticipandone i problemi e cambiamenti metereologici. Il Dosaggio Zero per la famiglia Muratori significa che in fase di sboccatura il rabbocco viene fatto con lo stesso vino, quindi, oltre all’assenza di zucchero, non viene aggiunto alcun tipo di sciroppo di dosaggio.

Villa Crespia è una cantina che si avvale di tutte le più moderne tecnologie e che scende fino a 12 metri di profondità per trovare il contesto ideale dove produrre Franciacorta di alta qualità e rigore. Al piano terra avviene il conferimento delle uve, a 3 metri di profondità la zona di pressatura, a 6 metri quella di macerazione pellicolare e a 12 metri quella di vinificazione ed affinamento. La cantina stessa, poi, si suddivie in diverse zone. C'è quella di decantazione con vasche di dimensioni da 500 a 5.000 litri,
vinificazione e affinamento con vasche da 5.000 a 20.000 litri, stabilizzazione tartarica con vasche da 40.000 litri, assemblaggio con un polmone da 100.000 litri che consente di assemblare i vini in un’unica fase tiraggio, sboccatura e confezionamento rifermentazione ed affinamento in bottiglia.

Degustiamo il Franciacorta Docg Dosaggio Zero Numerozero, il vino simbolo di Villa Crespia che sin dalla prima vendemmia porta avanti una precisa scelta aziendale: realizzare prodotti non dosati. E' fatto con uve Chardonnay provenienti da vigneti che si estendono per 12 ettari e mezzo su colline caratterizzate da suoli profondi di origine morenica. Il sistema di allevamento utilizzato è la spalliera con potatura a cordone speronato e la densità d'impianto è di 5 mila ceppi per ettaro. La vinificazione prevede una fermentazione alcolica che si svolge per l'85-90 per cento della massa in acciaio ad una temperatura che non supera i 17 gradi centigradi e per il rimanente 10-15 per cento in barrique e botte grande. Viene eseguita una malolattica parziale. Una parte del vino affina sui lieviti in serbatoi di acciaio inox per 7-8 mesi, mentre l'altra parte matura in botti di rovere per 6-12 mesi. La base spumante viene avviata alla rifermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti di almeno 30 mesi. Alla sboccatura non viene effettuato alcun dosaggio con liqueur d'expedition.

Nel calice il Numerozero si presenta di colore giallo dorato chiaro con un perlage abbondante, fine e persistente. Ha un naso intenso, pulito e armonico fatto di profumi ben definiti di fiori gialli e sentori agrumati, arricchiti da una nota di frutta candita e da un cenno di pan brioche. Il sorso mostra un profilo fresco, dinamico e slanciato con una giusta consistenza gustativa che vede l'agrume ben presente, buona sapidità e lunghezza. La presenza delle bollicine è piacevole, senza risultare mai eccessiva. E' un ottimo Franciacorta da bere a tutto pasto. Si abbina molto bene con la cucina di mare, soprattutto con molluschi, crostacei e piatti di pesce delicati.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Villa Crespia
Via Valli, 31 - Adro (Bs)
t. 030 7451051
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www.villacrespia.it

IL VINO IN PILLOLE

 


Commenti   

+4 #1 Josè Pellegrini 2020-07-11 12:03
Franciacorta Numero Zero Villa Crespia Muratori: il mio vino del cuore .Il piacere e l'orgoglio d'averlo visto nascere
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