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Pubblicato in Il vino della settimana il 13 Giugno2020

di Federico Latteri

Ci troviamo nel Salento. Castello Monaci è un'azienda che può contare su più di 200 ettari vitati per una produzione annua di circa 2 milioni di bottiglie.

Oggi appartiene al Gruppo Italiano Vini. Sono tre le tenute che compongono la proprietà. La più importante è quella di Salice Salentino, dove si trovano 140 ettari di vigneti che si estendono intorno allo splendido castello che dà il nome alla cantina e edifici più moderni dove hanno sede il centro operativo con strutture all'avanguardia per la vinificazione e un'enorme barricaia e l'importante museo del vino.

In questa zona, su un suolo argilloso con abbondante presenza di tufo, vengono coltivati vitigni autoctoni come Primitivo, Malvasia Nera di Lecce e Negroamaro insieme agli alloctoni Syrah e Chardonnay. Poi c'è la Masseria Flaminio, situata in prossimità della costa e a qualche chilometro da Brindisi. Comprende 60 ettari nei quali ci sono vitigni a bacca bianca, prevalentemente Verdeca, Fiano e Chardonnay, accanto a piccole parcelle destinate a sperimentazione e ricerca.

I suoli sabbiosi contribuiscono alla sapidità e alla mineralità che riscontriamo nei bianchi provenienti da questa zona. Infine la tenuta di Trepuzzi, 10 ettari vitati di Primitivo che si estendono intorno all'antica Masseria Vittorio, dimora cinquecentesca circondata da mura e da 650 ulivi secolari. Il terreno rosso ricco di ferro e le metodiche artigianali di lavorazione permettono di ottenere da quest'area vini eleganti dalla forte personalità.

Il nucleo originario di Castello Monaci risale al 1400, mentre la moderna cantina fu realizzata nel 1970 da Maria Provenzano e dal marito Enzo Memmo, nonni di Luigi Seracca Guerrieri, attuale presidente dell'azienda. Ampia la gamma di etichette presenti sul mercato con diverse linee di vini che esprimono le tipicità del territorio. Abbiamo degustato il Kreos 2019, un piacevole rosato ottenuto da Negroamaro in purezza.

Il nome del vino è ispirato al mito greco di Eos, la dea dell'aurora, definita da Omero “dea dalle dita rosate” in relazione al colore che si vede nel cielo all'alba. Le uve provengono da vigneti allevati a cordone speronato su terreni calcarei-argillosi profondi e asciutti nell'area di Salice Salentino. La vinificazione prevede pigiatura, pressatura soffice, 15-18 ore di contatto tra le bucce e il mosto e successivamente la fermentazione alcolica in tini di acciaio inox a temperatura controllata.

Versato nel calice, il Kreos presenta un colore rosa corallo di buona intensità. E' delicato all'olfatto con profumi di frutta rossa, una nota di gelsomino e un cenno di acqua di rose. Al palato riscontriamo un gusto pieno, fragrante e spiccatamente fruttato. Non mancano la freschezza, l'equilibrio e una discreta persistenza. Chiude leggermente sapido su note di ciliegia e ribes. E' un rosato che offre una grande versatilità negli abbinamenti in virtù della buona acidità e della giusta consistenza gustativa. Può accompagnare diversi antipasti e primi piatti a base di pesce. E' perfetto con gli spaghetti con le cozze.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Castello Monaci
Via Case Sparse – Contrada Monaci - Salice Salentino (Le)
tel. +39 0831 665700
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.castellomonaci.it

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