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Pubblicato in Il vino della settimana il 05 Dicembre 2020
di Giorgio Vaiana

di Federico Latteri

Lungarotti è un nome di assoluto prestigio, è l'azienda che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del settore vitivinicolo in Umbria, portando i vini del territorio sui mercati di tutto il mondo.

Nasce nel 1962 per volontà di Giorgio Lungarotti, uomo di grande cultura che aveva ben compreso già allora sia le potenzialità della sua regione che quella che sarebbe stata l'evoluzione del settore nel futuro. La sua visione condusse alla realizzazione di un vero e proprio polo vinicolo a Torgiano in provincia di Perugia. Non solo una moderna azienda per la produzione di vini di qualità, ma anche strutture ricettive per i visitatori e centri d'interesse culturale come il Museo del Vino, inaugurato nel 1974.

(Chiara Lungarotti, Maria Grazia Marchetti Lungarotti e Teresa Severini)

Oggi la cantina conserva una forte impronta familiare ed è gestita da Chiara Lungarotti e dalla sorella Teresa Severini, insieme alla madre Maria Grazia, impegnata principalmente nelle attività della fondazione Lungarotti che si occupa del Museo del Vino, del Museo dell'Olivo e dell'Olio, di eventi e pubblicazioni. Gli ettari vitati di proprietà sono complessivamente 250, 230 nella tenuta di Torgiano e 20 a Montefalco.

(I vigneti)

La produzione media annua è di circa 2 milioni e mezzo di bottiglie. La gamma di etichette conta ben 29 referenze con diverse tipologie che forniscono al consumatore una scelta ampia nel segno del territorio. Tra i vini ricordiamo il Rosso di Torgiano Rubesco, campione di qualità al giusto prezzo, il Bianco di Torgiano Torre di Giano Vigna Il Pino, il Montefalco Sagrantino e le due etichette storiche, il San Giorgio e il Torgiano Rosso Riserva Rubesco Vigna Monticchio, prodotti formidabili che fanno ormai parte della storia del vino italiano degli ultimi anni.

Il San Giorgio nasce nel 1977. Frutto della voglia di sperimentare e della lungimiranza di Giorgio Lungarotti, fu uno dei primi grandi rossi del nostro Paese ottenuto con un uvaggio di Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Il 2016 da noi degustato è fatto con uguali percentuali delle due varietà (per essere precisi ricordiamo che nelle precedenti annate il blend comprendeva anche una piccola percentuale di Canaiolo).

Il Cabernet Sauvignon è piantato su un terreno tendenzialmente calcareo con buona presenza di scheletro, mentre il Sangiovese proviene da Vigna Monticchio, la stessa del Rubesco Riserva, una parcella caratterizzata da un suolo con frange argillose che nella parte più bassa si alternano a frange sabbiose. Il sistema di allevamento è il doppio cordone speronato, la densità d'impianto è di 4-5 mila ceppi per ettaro e le rese si attestano sui 50-60 quintali per ettaro. Il Cabernet Sauvignon è stato vendemmiato a inizio ottobre, il Sangiovese a fine settembre. La vinificazione prevede una fermentazione in vasche di acciaio inox con circa 25-28 giorni di macerazione sulle bucce. Il San Giorgio matura per 12 mesi in barrique e poi affina in bottiglia per almeno un anno.

Nel calice si presenta di colore rosso rubino carico. Ha un naso elegante, profondo e complesso con profumi di amarena, mirtillo, prugna matura, spezie dolci e un tocco balsamico. Il sorso è succoso, articolato, di corpo pieno, equilibrato e molto lungo. Fitti e levigati i tannini. E' un grande vino che mostra già il suo carattere deciso e preciso, ma che ha anche ampi margini di crescita perchè sicuramente destinato ad una lunga evoluzione. Lo seguiremo nel tempo così come abbiamo fatto per le altre annate bevute e apprezzate in tante occasioni. Un classico da conservare in cantina e stappare nei momenti speciali. Sarà perfetto con le carni rosse, la selvaggina e i formaggi stagionati.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Lungarotti
viale Giorgio Lungarotti, 2 - Torgiano (Pg)
T. 075 988661
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.lungarotti.it

IL VINO IN PILLOLE


Commenti   

0 #1 Alessandro Ali 2020-12-05 09:50
Grazie siamo felici e onorati di essere stati recensiti con uno dei nostri vini più rappresentativi. Una sfida di un epoca per dimostrare ancora la grande potenzialità del vitigno Italia
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