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Pubblicato in Il vino della settimana il 25 Novembre 2017
di C.d.G.

di Federico Latteri

Le Moire è un’azienda di Motta Santa Lucia, piccolo centro situato all’interno della Doc Savuto. Si tratta di una denominazione che si estende sul territorio di venti comuni a cavallo tra le provincie di Catanzaro e Cosenza nel versante tirrenico della Calabria, seguendo il corso del fiume da cui prende il nome. 

La viticoltura qui ha una storia con radici antichissime. Ne sono testimonianza gli scritti di Plinio e del geografo greco Strabone e i numerosi documenti in cui si parla del Sanutum, vino molto apprezzato dai patrizi romani. Paolo Chirillo, medico di professione, dopo aver lasciato la Calabria negli anni '80 per studio e lavoro, decide di tornare in questi luoghi per iniziare una nuova avventura, produrre vini di qualità in grado di esprimere l’unicità di questo terroir. Nasce così Le Moire, piccola realtà nella quale Paolo e la sua famiglia credono tantissimo, animati da una grande passione e da una forte convinzione nelle potenzialità e nella capacità di riscatto di questa terra.


(Paolo Chirillo)

I vigneti, otto ettari in tutto, si trovano ad un’altitudine di circa 400 metri e sono piantati su terrazze che degradano sul fiume Savuto. Tutt’intorno ci sono boschi incontaminati, elementi fondamentali di un ecosistema indispensabile per garantire la biodiversità che è alla base della buona salute della vite e della qualità dell’uva prodotta. E’ presente un particolare microclima caratterizzato da notevoli escursioni termiche e dal vento proveniente dal Mar Tirreno che risalendo lungo la vallata soffia sulle vigne.

Viene utilizzata un’alta densità d’impianto, superiore a 8 mila ceppi per ettaro e tutto il lavoro sulle piante, dalla potatura alla vendemmia, viene svolto manualmente al fine di ottenere una crescita ottimale ed una produzione limitata di uva sana che concentri al meglio profumi e sapori autentici. L’orientamento a sud ovest del vigneto favorisce una maturazione lenta e tardiva che dà maggiore equilibrio, attenuando alcune spigolosità. La filosofia produttiva mira ad ottenere vini di carattere, dotati di finezza e bevibilità.

Le bottiglie prodotte annualmente sono 30 mila, divise tra le quattro etichette che costituiscono la gamma aziendale: due rossi, il Savuto Doc Mute da uve Magliocco e l’Annibale da Magliocco più un 20 % di Sangiovese, il Savuto Doc rosato Shemale e il Savuto Doc bianco Zaleuco da Mantonico 40 %, Pecorello 40 % e un saldo di Greco Bianco. Proprio quest’ultimo vino, di cui abbiamo degustato l’annata 2015, ci è particolarmente piaciuto. La vinificazione prevede la pigioderaspatura e la pressatura delle uve in un unico passaggio, poi la decantazione statica del mosto e una lenta fermentazione a temperatura controllata.

Nel bicchiere si presenta limpido, di colore giallo paglierino abbastanza carico. E’ delicato e pulito al naso con profumi di pera e pesca bianca arricchiti da note floreali. In bocca mostra un’intensità maggiore e un ottimo equilibrio. L’acidità, la buona struttura e la discreta sapidità creano un’ordinata successione di sensazioni tattili e gustative che favorisce la bevibilità. Riesce ad essere fresco e consistente nello stesso tempo. Possiamo abbinarlo a tantissimi piatti della cucina di mare, oppure a preparazioni a base di verdure e ortaggi o a primi piatti dal gusto non troppo intenso. Si trova sugli scaffali delle enoteche al prezzo di 12 euro.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Le Moire
Via Carlo Maria Tallarigo, 12
88040 Motta Santa Lucia (Cz)
Tel. +39  338 5739758
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.lemoire.it


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