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Pubblicato in Il vino della settimana il 26 Settembre2020

Carignano del Sulcis Doc Superiore 

di Federico Latteri

Cantina di Santadi si trova all'estremità sud occidentale della Sardegna, nell'area della Doc Carignano del Sulcis. Nasce nel 1960 per iniziativa di un gruppo di viticoltori coordinati dall'Ente per la trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna. Fino agli anni '80 l'attività è rappresentata principalmente dalla produzione di vino sfuso che viene poi venduto.

Con l'insediamento di un nuovo gruppo dirigente c'è la svolta: si punta alla produzione di vini di alta qualità in bottiglia, etichette in grado di affrontare i mercati grazie alla loro identità territoriale e ai valori assoluti espressi. Fondamentale per questo passaggio e per il successivo sviluppo la collaborazione di Giacomo Tachis, enologo che appartiene con pieno merito alla storia del vino italiano.

Oggi l'azienda conta oltre 200 soci che gestiscono 600 ettari di vigneti situati in un raggio di circa 30 chilometri attorno alla cantina ad altitudini comprese tra 0 e 170 metri sul livello del mare. Tra i vitigni il posto più importante è occupato dal Carignano, varietà a bacca rossa la cui valorizzazione è sempre stata al centro degli obiettivi aziendali, poi troviamo Monica, Sangiovese, Vermentino, Nuragus, Nasco e gli internazionali Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Chardonnay.

La produzione annua si aggira intorno a 1,8 milioni di bottiglie con una gamma di etichette ampia e varia. Il Carignano del Sulcis Doc Superiore Terre Brune è il vino più rappresentativo della cantina, un rosso pluripremiato prodotto per la prima volta con la vendemmia 1984 e oggi conosciuto ovunque. E' fatto con uve Carignano per il 95 per cento più un 5 per cento di Bovaleddu, provenienti da antichi vigneti del basso Sulcis costituiti da viti ad alberello ancora franche di piede.

Siamo in una zona caratterizzata da suoli di natura sabbiosa o calcarea e da un clima caldo-arido d'estate e temperato in inverno. La vendemmia viene effettuata manualmente tra fine settembre e la prima o la seconda decade di ottobre. La vinificazione prevede una fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata per 15 giorni con macerazione sulle bucce. Segue una fermentazione malolattica precoce e il passaggio in legno a inizio dicembre.

Il Terre Brune matura in barrique nuove di rovere francese a grana fine per 16-18 mesi e poi affina almeno un anno in bottiglia. Il 2015 presenta un colore rosso rubino scuro e impenetrabile con lievi riflessi porpora. Ha un naso ampio, intenso e variegato di piccoli frutti maturi con il ribes in evidenza, confettura di prugna, cacao, spezie dolci, netti sentori di macchia mediterranea e un tocco balsamico di ginepro.

Al palato è caldo, rotondo, equilibrato, strutturato e molto persistente. Il gusto, decisamente pieno, è dominato dalle note fruttate e dalle spezie dolci, mentre i tannini sono fitti e morbidi. Ricchezza e concentrazione notevoli sono molto ben armonizzate in un insieme piacevole e appagante. Bevetelo con gli arrosti o altre preparazioni a base di carni rosse, con la selvaggina o con i formaggi stagionati.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Cantina di Santadi
Via Giacomo Tachis, 14 - Santadi (Su)
T. 0781 950127
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www.cantinadisantadi.it

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